Papa Leone XIV ad Assisi ai giovani: “Siate operatori di pace, no alla strumentalizzazione della religione”


Assisi - “Ai cristiani sarà sempre più chiesto di diventare operatori di pace all’interno di società tentate di strumentalizzare la religione nella contrapposizione delle identità”. È il messaggio lanciato da Papa Leone XIV durante l’incontro con i giovani a Santa Maria degli Angeli, in occasione del GO! Franciscan Youth Meeting per l’anno francescano.

Il Pontefice ha invitato i ragazzi ad “allargare la mente e il cuore”, andando oltre “le paure indotte dalla cattiva informazione e dai muri del pregiudizio”, per sottrarsi a quella che ha definito “la cultura della potenza”.

Da San Francesco, ha spiegato il Papa, i giovani devono imparare “la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti e quindi umili, accoglienti verso tutti”.

All’incontro di Assisi hanno partecipato oltre 2.500 giovani provenienti da numerosi Paesi del mondo. La manifestazione, iniziata il 3 agosto, si è conclusa con l’appuntamento con il Pontefice.

Nel suo intervento, rispondendo alla domanda di Karolina, giovane proveniente da Zagabria, Leone XIV ha ricordato la storia recente dei Balcani, una regione che “solo trent’anni fa ha conosciuto la guerra e il pericoloso intreccio tra confessione religiosa e nazionalismo”.

Il Papa ha sottolineato il ruolo dei francescani nel favorire per secoli il dialogo e la convivenza pacifica tra cattolici, ortodossi e musulmani, invitando oggi a “purificare la memoria e coltivare la riconciliazione”.

“Non dominare, ma servire”

Nel corso dell’incontro il Pontefice ha richiamato il messaggio di San Francesco contro ogni logica di potere.

“Tra uomini e donne non deve andare come tra i grandi della Terra e i potenti del mondo, che cercano visibilità e sovrastano gli altri”, ha affermato, ricordando l’insegnamento evangelico secondo cui “chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore”.

Per Leone XIV, Francesco insegna “a non dominare, ma servire; non afferrare, ma ricevere; non trattenere, ma restituire”.

Il Papa ha poi evidenziato il valore della fraternità: “Attorno a Gesù diventano fratelli e sorelle uomini e donne che altrimenti non si sarebbero mai incontrati o frequentati”. Un messaggio rivolto anche alle società contemporanee, segnate secondo il Pontefice da “muri invisibili” che alimentano discriminazioni e disuguaglianze.

Il richiamo alla pace e alla vita comunitaria

Leone XIV ha invitato i giovani a immaginare il luogo dell’incontro otto secoli fa, quando ad Assisi si radunarono centinaia di giovani fratelli insieme a San Francesco.

Quel silenzio, ha spiegato, “è il contrario della guerra, con le sue violenze, grida e crudeltà”. Le stuoie dei frati francescani, come oggi i sacchi a pelo dei giovani, “raccontano la pace”.

“Ecco la Chiesa: un’assemblea di fratelli e sorelle, alla quale tutti sono invitati”, ha detto il Pontefice, sottolineando l’importanza dello stare insieme in un’epoca in cui la tecnologia rischia di ridurre gli incontri reali tra le persone.

Per il Papa, la scelta della semplicità e della povertà evangelica di San Francesco “avvicina i lontani, incoraggia l’incontro e invita allo scambio di doni”.

“La gioia evangelica – ha concluso Leone XIV – evangelizza più delle parole e non si può nascondere”.

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto