Premio Truth 2026, il cibo come motore del cambiamento: a Pozzuoli protagoniste le eccellenze italiane

La seconda edizione dell’evento ha riunito istituzioni, imprese e mondo accademico per valorizzare innovazione, sostenibilità e qualità del Made in Italy agroalimentare

Raccontare il cibo non soltanto come prodotto, ma come cultura, identità, ricerca e sviluppo. È stata questa la filosofia che ha animato la seconda edizione del Premio Truth – “Il Cibo Protagonista del Cambiamento”, andata in scena nella suggestiva cornice del Truth Restaurant & Events di Pozzuoli, trasformato per una sera in un luogo di incontro tra istituzioni, imprese, professionisti e protagonisti del sistema agroalimentare italiano.

L’iniziativa ha confermato la propria vocazione a valorizzare quelle realtà che, attraverso innovazione, sostenibilità e capacità imprenditoriale, contribuiscono ogni giorno a rafforzare il prestigio del Made in Italy nel mondo.

Un evento che unisce impresa, ricerca e territorio

La manifestazione ha visto alternarsi sul palco rappresentanti del mondo accademico, imprenditoriale e culturale, offrendo un’occasione di confronto sulle sfide che attendono il comparto agroalimentare nei prossimi anni.

Ad aprire ufficialmente la serata sono state Dorotea Ragucci, CEO Founder di Truth Event e promotrice dell’iniziativa, e la Prof.ssa Anna Maria Colao, presidente del Comitato Tecnico Scientifico del Premio, docente ordinaria dell’Università Federico II di Napoli e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità.

Nel suo intervento, la professoressa Colao ha ribadito il ruolo strategico del cibo come elemento fondamentale per la salute, la sostenibilità e la crescita delle comunità, evidenziando l’importanza di un approccio che metta al centro ricerca scientifica e innovazione.

Le aziende che rappresentano il meglio dell’agroalimentare italiano

Il Premio Truth ha celebrato aziende provenienti da diverse regioni italiane, accomunate dall’impegno nella qualità e nella valorizzazione dei territori.

Tra le realtà premiate figurano GranTerre, uno dei principali gruppi agroalimentari italiani, Sanpellegrino, marchio simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, Biffi Formec, Granata 1936, La Fiammante, Stuzzicante, Dorella – Oleificio Candela, O Sole ‘e Napule ed Enodelta.

A ricevere i riconoscimenti sono stati manager, imprenditori e rappresentanti aziendali che ogni giorno contribuiscono a rafforzare la competitività del settore attraverso investimenti, ricerca e innovazione.

Un dialogo che guarda oltre i confini nazionali

Tra i momenti più significativi della serata vi è stato anche quello dedicato alle relazioni internazionali, con la partecipazione di Sua Eccellenza Ernest Ndabashinze, Ambasciatore del Burundi in Italia, e della diplomatica Fiume Giallo Imperatore.

Un segnale della crescente attenzione verso il dialogo tra culture e sistemi produttivi differenti, in un contesto economico sempre più globale dove il settore agroalimentare rappresenta una delle principali carte vincenti dell’Italia.

Dorotea Ragucci: “Ripartiamo già pensando alla terza edizione”

A chiudere la manifestazione è stato il messaggio di Dorotea Ragucci, che ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento.

«Questo risultato nasce dalla collaborazione, dalla passione e dalla volontà di raccontare un'Italia che ogni giorno lavora, innova e difende le proprie eccellenze. Il cibo è cultura, identità e futuro. Da questa energia ripartiamo già guardando alla terza edizione», ha dichiarato.

Parole che sintetizzano lo spirito di un progetto nato per valorizzare le migliori energie del Paese e per raccontare un settore che continua a rappresentare una delle eccellenze più riconosciute del Made in Italy.

Il futuro passa dalle eccellenze

La seconda edizione del Premio Truth ha confermato come il comparto agroalimentare italiano continui a essere un punto di riferimento internazionale grazie alla capacità di coniugare tradizione e innovazione.

Un patrimonio fatto di imprese, persone e territori che continua a generare valore economico, culturale e sociale, dimostrando che il cibo può essere davvero protagonista del cambiamento e dello sviluppo sostenibile.

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