El Niño in sviluppo: probabilità elevate entro l’estate 2026, effetti sull’Europa ancora incerti


BERGAMO - L’Organizzazione Meteorologica Mondiale stima circa l’80% di probabilità che El Niño si sviluppi tra giugno e agosto 2026, con una persistenza del fenomeno almeno fino all’autunno o all’inizio dell’inverno. Resta invece ancora incerta l’intensità dell’evento, che potrebbe attestarsi su livelli moderati con possibilità di evoluzione verso una fase più intensa, secondo le attuali proiezioni modellistiche.

Le analisi evidenziano un significativo accumulo di calore nel Pacifico equatoriale, con anomalie termiche rilevanti anche sotto la superficie oceanica. Tuttavia, gli esperti sottolineano come sarà la risposta dell’atmosfera nei prossimi mesi a determinare la reale evoluzione del fenomeno, che potrebbe restare moderato oppure rafforzarsi fino a livelli comparabili ai grandi eventi del passato.

El Niño rappresenta la fase calda dell’ENSO (El Niño-Southern Oscillation), un sistema climatico che origina nel Pacifico tropicale e che può influenzare la circolazione atmosferica su scala globale. Il suo impatto è particolarmente marcato in alcune aree del mondo, mentre in Europa risulta generalmente più debole e indiretto, mediato da complesse teleconnessioni atmosferiche.

Secondo gli esperti, uno degli effetti più rilevanti riguarda l’aumento della temperatura media globale. Durante le fasi di El Niño moderato o forte, parte del calore accumulato negli oceani viene trasferito all’atmosfera, contribuendo a innalzare temporaneamente le temperature globali. In questo senso, il fenomeno può amplificare una tendenza al riscaldamento già in atto, senza esserne la causa diretta.

Per quanto riguarda l’Europa, non esiste una correlazione diretta tra El Niño e le condizioni estive. Le ondate di calore nel continente dipendono principalmente dalle configurazioni atmosferiche tra Atlantico, Europa e Mediterraneo. Gli effetti del fenomeno tendono invece a essere più evidenti tra autunno e inverno, anche se sempre in termini probabilistici e non deterministici.

Gli specialisti ricordano inoltre che il contesto climatico attuale è già caratterizzato da temperature mediamente più elevate rispetto al passato. Questo significa che eventi di caldo intenso possono verificarsi anche indipendentemente dalla presenza di El Niño, su una base termica globale ormai più alta.

El Niño resta dunque un elemento importante del sistema climatico terrestre, capace di influenzare le temperature globali e alcune dinamiche atmosferiche, ma non rappresenta un fattore diretto e unico nella definizione del clima europeo.

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto