Trump: “La guerra finirà presto”, tensioni su Iran e crisi in Medio Oriente


Washington - “La guerra finirà presto”. Lo ha dichiarato il presidente statunitense Donald Trump nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca, riferendosi all’evoluzione del conflitto e ai negoziati in corso con l’Iran.

Al centro della trattativa resta il dossier nucleare. Iran sta preparando una risposta alla cosiddetta “lettera di intenti” inviata dagli Stati Uniti per tentare di arrivare a una fine delle ostilità, mentre rimane aperto il nodo delle scorte di uranio altamente arricchito.

Trump ha affermato che Washington non permetterà a Teheran di entrare in possesso di materiale sensibile: “Lo avremo noi. Non ne abbiamo bisogno, non lo vogliamo e probabilmente lo distruggeremo. Ma non consentiremo che lo abbia l’Iran”, ha dichiarato il presidente.

Sul fronte marittimo, Trump ha inoltre sostenuto che il blocco navale avrebbe “funzionato al cento per cento”, ma il transito delle navi nelle aree strategiche resta uno dei punti più critici dei negoziati. Secondo una ricostruzione di Bloomberg, se lo stretto dovesse restare chiuso fino ad agosto si rischierebbe una crisi economica paragonabile a quella del 2008.

Attivisti rientrati in Italia: denunce di abusi e tensioni diplomatiche

Nelle stesse ore sono rientrati a Roma Fiumicino gli attivisti italiani della missione Global Sumud Flotilla, rilasciati dalle autorità israeliane dopo la detenzione.

Gli attivisti hanno denunciato trattamenti duri durante la detenzione. Alcuni raccontano di aggressioni e umiliazioni, altri riferiscono presunti episodi di violenza fisica e psicologica. Le testimonianze includono anche accuse particolarmente gravi, che restano però al centro di verifiche e riscontri da parte delle autorità competenti.

Tra le voci istituzionali, il deputato M5S Dario Carotenuto ha parlato di “pestaggi e torture psicologiche”, mentre la procura di Roma ha annunciato l’acquisizione dei video diffusi dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, che hanno suscitato forte indignazione internazionale.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni contro il ministro israeliano, mentre le opposizioni italiane spingono per misure più dure, fino alla sospensione dei rapporti con Israel.

Sul piano diplomatico resta alta la tensione anche per la situazione nella Gaza Strip, dove la crisi umanitaria continua a essere al centro delle preoccupazioni internazionali e dei negoziati in corso.

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