L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che le Guardie Rivoluzionarie iraniane avrebbero abbattuto un secondo caccia F-35 statunitense mentre sorvolava l’Iran centrale. La notizia, non confermata da fonti indipendenti, si inserisce in un quadro di forte escalation militare nella regione.
Parallelamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe lanciato nuove minacce contro infrastrutture civili iraniane attraverso il suo social network Truth, affermando: “I ponti sono i prossimi, poi le centrali elettriche!”, in riferimento a possibili ulteriori obiettivi.
Nella stessa notte, missili sarebbero stati lanciati dall’Iran verso il territorio israeliano, con i sistemi di difesa aerea di Tel Aviv attivati per intercettare l’attacco. Le autorità israeliane non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale dei danni.
Secondo valutazioni dell’intelligence statunitense riportate da fonti informate alla CNN, dopo circa un mese di conflitto circa la metà dei lanciatori di missili iraniani risulterebbe ancora operativa. Teheran disporrebbe inoltre di migliaia di droni d’attacco ancora utilizzabili.
Una delle fonti citate afferma che “l’Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto in tutta la regione”, evidenziando come la capacità militare iraniana resti significativa nonostante le perdite subite nel conflitto.

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