Milano, 26 aprile 2026 – Nuovo capitolo nell’inchiesta della Procura di Milano che coinvolge il mondo arbitrale e la presunta frode sportiva. Al centro della vicenda, le contestazioni mosse nei confronti di Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale che ha recentemente annunciato la propria autosospensione.
A sollevare dubbi sull’impianto accusatorio è l’avvocato Antonio D’Avirro, legale di Rocchi, che ha contestato la formulazione delle imputazioni.
Le parole della difesa
“Si tratta di contestazioni che non si riescono a capire, perché si segnala un concorso di più persone, ma queste altre persone non vengono indicate”, ha dichiarato il legale. “Non ho mai visto un caso in cui l’altro soggetto del presunto accordo nella frode sportiva non venga indicato”.
Secondo la difesa, le accuse farebbero riferimento a un presunto accordo del 2 aprile 2025 allo stadio San Siro, finalizzato – secondo l’ipotesi investigativa – a escludere l’arbitro Daniele Doveri da alcune partite dell’Inter nelle fasi finali della stagione, ma senza indicazioni precise sugli altri soggetti coinvolti.
La strategia difensiva ancora da definire
Non è stata ancora definita la linea che verrà adottata in vista dell’interrogatorio fissato per il 30 aprile davanti al pubblico ministero Maurizio Ascione. Rocchi potrà decidere se rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non rispondere.
“Stiamo valutando”, ha spiegato il legale, sottolineando come la difesa ritenga ancora poco chiaro il quadro accusatorio.
Il caso Gervasoni e le altre indagini
Nell’ambito della stessa inchiesta risulta indagato anche il supervisore VAR Andrea Gervasoni, convocato per essere ascoltato nei prossimi giorni. Anche in questo caso, la difesa ha parlato di “invito a comparire al buio”, precisando che il proprio assistito valuterà se collaborare con gli inquirenti.
La posizione della Procura federale
Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha precisato che, nel corso delle verifiche, i testimoni avrebbero negato interferenze dirette sul VAR. Tuttavia, ha ricordato che alcune motivazioni relative all’archiviazione di precedenti esposti non sono automaticamente accessibili senza specifica richiesta di accesso agli atti.
Le reazioni dal mondo del calcio
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, che ha dichiarato di aver appreso la notizia dalla stampa.
“Non abbiamo arbitri graditi o non graditi. Siamo sempre stati corretti e lo siamo tuttora”, ha affermato Marotta, sottolineando la serenità della società nerazzurra.
Un’inchiesta ancora aperta
L’indagine prosegue con l’acquisizione di atti, testimonianze e materiale video. Il nodo centrale resta la definizione precisa dei presunti soggetti coinvolti e la ricostruzione degli eventuali accordi contestati, elementi che restano al centro del confronto tra accusa e difesa.

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