Tel Aviv - Almeno quattro persone sono rimaste ferite a Tel Aviv a seguito di tre ondate di missili lanciati dall’Iran, che hanno danneggiato un edificio e la strada adiacente. Frammenti intercettati sono caduti anche a Rosh HaAyin, causando danni minori. Una donna è stata uccisa in Alta Galilea dall’ultimo bombardamento proveniente dal Libano, mentre altre due persone sono rimaste ferite in modo non grave.
In risposta, l’esercito israeliano ha condotto attacchi su siti produttivi in diverse zone dell’Iran, incluso Isfahan, utilizzando raid aerei e droni. Ulteriori strike hanno colpito il sud del Libano e la valle della Bekaa, provocando almeno cinque morti e diversi feriti. Tra gli obiettivi colpiti, anche un’emittente televisiva legata a Hezbollah e il quartier generale delle forze Radwan a Beirut.
Un raid statunitense nell’ovest dell’Iraq ha invece causato la morte di 15 miliziani delle Forze di mobilitazione popolare, ex coalizione paramilitare ora integrata nell’esercito iracheno.
A poche ore dalla scadenza dell’ultimatum sull’Ormuz, il presidente Usa Donald Trump ha annunciato un possibile accordo in 15 punti con Teheran per rinunciare al programma nucleare, parlando anche di un “cambio di regime” in corso. L’Iran nega i colloqui e denuncia “fake news per manipolare i mercati”.
Il Pentagono prevede il dispiegamento di 3.000 soldati d’élite in Medio Oriente a supporto delle operazioni. Islamabad si propone come sede per negoziati volti a porre fine al conflitto, mentre Marco Rubio, Segretario di Stato USA, incontrerà i colleghi del G7 per discutere della situazione. In Iran, Mohammad Bagher Zolghadr è stato nominato nuovo segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, succedendo ad Ali Larijani, ucciso recentemente in un attacco israeliano.
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