Mattarella: "E' un momento cruciale per l'Europa, segnato dall'esito del referendum britannico"

"L'Unione Europea sta attraversando un momento cruciale, segnato dall'esito del referendum britannico. Una decisione da rispettare ma che, al contempo, ci induce a una riflessione profonda su cosa sta accadendo in Europa e nel mondo e su come rilanciare la costruzione della 'casa comune'. Abbiamo celebrato quest'anno i 70 anni della Repubblica e l'anno prossimo ricorderemo il 60mo anniversario del momento fondante dell'Unione, la firma, a Roma, del Trattato istitutivo delle Comunità europee. È appropriato tracciare una linea di continuità fra i due eventi" ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato in occasione della 42ma edizione del Forum The European House - Ambrosetti a Villa d'Este.

"La rinascita del nostro Paese ai valori di pace, libertà e democrazia è infatti indissolubilmente legata alla prospettiva europeista e occidentale, la sola in grado di garantire il pieno compimento di quei valori. Lo spirito che deve animare l'agire europeo non può che essere quello della solidarietà e della comunità, della lotta all'autoritarismo, quello stesso spirito che animò in piena guerra Altiero Spinelli e lo spinse, insieme ai suoi compagni di confino, a scrivere il Manifesto di Ventotene. Senza la consapevolezza di un comune destino, l'Unione Europea si ridurrebbe a un mero fatto contabile, o al più, a una utile cornice. Non sarebbe sufficiente. Di fronte all'ampiezza delle crisi sono gli stessi cittadini europei, giovani e meno giovani, genitori e figli, a reclamare soluzioni durature che consentano di guardare al futuro con maggior serenità. Se gli stati membri dell'Unione Europea non saranno in grado di perseguire opzioni alte, sarà sempre più probabile assistere alla dissipazione di quanto faticosamente costruito in oltre mezzo secolo di lavoro insieme e registrare nuovi ripiegamenti su se stessi, alla ricerca di soluzioni attraverso miopi e presunti recuperi di sovranità nazionale. Il deficit democratico sovente denunciato nel rapporto con l'Unione Europea va colmato in quella sede. Sensibilità delle élite e dei cittadini trovano in questo il loro punto di saldatura: saper corrispondere alle aspirazioni quotidiane nella cui soluzione si traducono le grandi costruzioni di valori. È significativo che la giornata dedicata all'Europa apra i suoi lavori con un interrogativo circa integrazione o disintegrazione dell'Unione. Il tema non può essere limitato al vecchio continente, bensì interpella il ruolo crescente che, nel mondo, hanno sviluppato in termini di stabilità e progresso le aggregazioni regionali. Le stesse organizzazioni internazionali, a partire da quella per il commercio, ben poco potrebbero, a fronte di un moltiplicarsi di rapporti multilaterali non coordinati. L'impatto negativo sulla crescita e sviluppo della economia mondiale e, quindi, sul dividendo di pace possibile per i popoli che si vanno affacciando sempre più alla ribalta internazionale, sarebbe evidente in caso di disarticolazione delle unioni regionali. Ebbene, è giusto interrogarsi. Dove risiedono le responsabilità? In altri termini chi è il motore d'Europa? Si è aperto un dibattito negli ultimi mesi, dove a prevalere sembra essere la tentazione del metodo intergovernativo, in senso antiorario sul quadrante della storia. È opportuno, allora, ricordare a noi stessi che protagonisti della democrazia europea sono i cittadini, singoli o associati, anzitutto attraverso il Parlamento Europeo e i gruppi politici che lo compongono e, in secondo luogo, i gruppi sociali e di interesse economico, le società civili del mosaico europeo, unite nella diversità. Unite perché la Unione Europea è, essa stessa, garanzia delle libertà nazionali di cui godono i cittadini. Pace, libertà, democrazia, sicurezza, benessere, sono stati i valori condivisi alla base della costruzione europea e la loro promozione e difesa ha ancora maggior senso oggi, quando vengono messi a repentaglio. Ecco perché il rilancio della tensione europeista è più che mai indispensabile anche per affrontare la minaccia terroristica e gestire con successo il dramma delle migrazioni. L'Unione Europea ha saputo dotarsi, nel corso degli anni, di strumenti potenzialmente formidabili. Occorre ora procedere con lungimiranza verso il loro completamento, al fine di consentire il dispiegamento di proficue politiche comuni che suonino concreto consolidamento dell'adesione all'ideale europeo".

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto