MILANO - "Siamo stati contratti all'inizio, poi siamo cresciuti. Abbiamo avuto molte occasioni da gol quindi bene. Ora la classifica inizia a sorridere ma non esaltiamoci. Si è vista un'idea di calcio precisa, e questo ci fa piacere" ha dichiarato l'amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, a Milan Tv dopo la vittoria dei rossoneri sulla Lazio di ieri sera nell'anticipo di campionato.
"Calabria? Ha fatto molto bene. Abbiamo molti giovani italiani, tutti molto validi. Ci sono tante cose positive. Suso e Niang? Suso è arrivato a parametro zero, Niang è costato due milioni: lui ha molta forza fisica e grande qualità. Non aver subito è una cosa fondamentale. Tutti gli anni da sempre vincono o arrivano ai primi posti le squadre che subiscono meno gol. Oltre a questo fa molto piacere il fatto di avere un attacco prolifico. Io e Montolivo ci prendiamo in giro su chi sia il più contestato. Il capitano soffre le critiche che spesso sono ingenerose. Sa giocare sia da play basso che da interno di centrocampo. Abbiamo affrontato squadre valide però la strada è lunga. La sconfitta interna con l'Udinese certifica l'imprevedibilità del nostro calcio. Montella è un allenatore che cerca di dare un gioco alla propria squadra, e questa cosa piace al Presidente Berlusconi, al sottoscritto e ai tifosi. Bisogna continuare così. Montella, De Boer, Giampaolo erano in lizza per la panchina del Milan. Alla fine abbiamo optato per il primo con estrema fierezza".
"Calabria? Ha fatto molto bene. Abbiamo molti giovani italiani, tutti molto validi. Ci sono tante cose positive. Suso e Niang? Suso è arrivato a parametro zero, Niang è costato due milioni: lui ha molta forza fisica e grande qualità. Non aver subito è una cosa fondamentale. Tutti gli anni da sempre vincono o arrivano ai primi posti le squadre che subiscono meno gol. Oltre a questo fa molto piacere il fatto di avere un attacco prolifico. Io e Montolivo ci prendiamo in giro su chi sia il più contestato. Il capitano soffre le critiche che spesso sono ingenerose. Sa giocare sia da play basso che da interno di centrocampo. Abbiamo affrontato squadre valide però la strada è lunga. La sconfitta interna con l'Udinese certifica l'imprevedibilità del nostro calcio. Montella è un allenatore che cerca di dare un gioco alla propria squadra, e questa cosa piace al Presidente Berlusconi, al sottoscritto e ai tifosi. Bisogna continuare così. Montella, De Boer, Giampaolo erano in lizza per la panchina del Milan. Alla fine abbiamo optato per il primo con estrema fierezza".
