Boeri: "Il problema vero in Italia è quello dell'equità"

ROMA - "L'INPS eroga delle prestazioni per conto dello Stato. Quindi fin quando lo Stato italiano non dovesse fallire, poniamo pure che l'INPS fallisse, e non fallirà vi assicuro, però ci sarà sempre lo Stato italiano" ha dichiarato il presidente dell'Inps, Tito Boeri, in un'intervista concessa a Presadiretta nell'inchiesta 'Ingiusta pensione'.

Se c'è qualcosa di cui le persone si devono preoccupare non sono i conti dell'Inps ma sono i conti dello stato italiano, il debito pubblico. Il problema vero che noi abbiamo oggi in Italia è quello dell'equità e non quello della sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico. Ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificate alla luce dei contributi che hanno versato in passato. Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone. Per chi ha degli importi molto elevati di prestazioni, non è il caso di chiedere loro un contributo che potrebbe in qualche modo rendere, alleggerire i conti previdenziali? Ci permetterebbe di fare qualche operazione di redistribuzione, per esempio andare ad aiutare quelle persone che sono in quella fascia di età prima delle pensione che sono in condizione di povertà, oppure potremmo concedere maggiore flessibilità in uscita verso il sistema pensionistico. Ecco sono tutte operazioni che si possono fare in questo ambito. Legare contributi e prestazioni, questo è il vero problema di fondo. Abbiamo scoperto solo nel 2015, 30.000 posizioni di questo tipo viene fuori una cifra di 150 milioni di prestazioni che noi avremmo erogato indebitamente, quindi insomma sprecando delle risorse pubbliche. Con il nuovo sistema di vigilanza le truffe vengono scoperte in tempo reale evitando di erogare risorse ai truffatori di professione, un sistema di controllo che prima non veniva fatto in modo sistematico. Per quel che riguarda, infine, il Jobs Act, abbiamo scoperto che ci sono delle aziende che hanno licenziato e poi riassunto il lavoratore con dei contratti a tempo indeterminato, hanno fatto domanda per l'esonero contributivo. In questi casi noi abbiamo stimato di esser riusciti a recuperare circa 600 milioni di euro".

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