"Oggi bisogna risolvere i problemi di alcune banche e garantire che il risparmio degli italiani stia al sicuro, e lo faremo" ha dichiarato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco "La crisi economica che si è abbattuta dopo il 2011 ha colpito l’Italia più della Grande depressione, e questo spiega perché da allora a oggi abbiamo accumulato più crediti deteriorati che in altri Paesi europei. Di fronte a uno choc del genere nessun intervento può essere escluso, neanche l’intervento pubblico, ma solo la crescita è la vera cura di questo male. C’è incertezza sull’economia, che risente dei rischi a livello internazionale, anche geopolitici, e in Europa si avvertono le difficoltà di crescita. Questo si riflette nella percezione di una minor profittabilità delle banche. I mercati per ora non distinguono con sufficiente chiarezza i problemi specifici di un istituto rispetto alla generalità. Gli stress test non sono andati male, ma vanno interpretati. Nel complesso le nostre banche, con l’eccezione di Mps, hanno dimostrato una buona tenuta. Quanto al problema dei crediti deteriorati, in gran parte derivano dal passato. La crisi da noi è stata più profonda che altrove e a questa si è sommata la lentezza delle procedure di recupero di questi crediti. Se in Italia avessimo gli stessi tempi di recupero di Francia o Germania l’incidenza delle nostre sofferenze sarebbe la metà di quella attuale. Comunque le norme varate vanno nella direzione giusta. Le banche, però, intensifichino la gestione attiva delle sofferenze, non possono più pensare di trattarle come attivi residuali, controversie di natura legale. I risparmiatori possono stare tranquilli: chi ha messo i soldi in banca, in un modo o nell’altro, non deve pensare che siano a rischio, ma c’è una differenza fondamentale tra le quattro banche poste in risoluzione a novembre scorso e il Monte dei Paschi. Nel primo caso le obbligazioni subordinate hanno dovuto far fronte alle perdite accumulate dalle banche. Nel caso di Mps il piano non prevede un ricorso a tali obbligazioni e, comunque, non si tratta di coprire perdite ma di effettuare un aumento di capitale. Le banche sono imprese, anche loro devono pensare a un nuovo modello di business. Con le nuove tecnologie c’è meno bisogno di personale, è necessario proseguire nella riduzione di una presenza territoriale eccessiva. Dovranno tagliare i costi e nel breve periodo questa sarà la cosa più difficile. Se si dovrà ridurre il personale occorrerà usare al meglio gli ammortizzatori sociali esistenti e, eventualmente, anche pensare a integrarli con interventi ad hoc".
Visco: "Bisogna garantire che il risparmio degli italiani stia al sicuro, banche riducano i costi"
byRedazione
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