"Antonio Conte non è stato il primo ct a sentirsi solo" ha dichiarato Roberto Donadoni, ex ct della Nazionale ed attuale allenatore del Bologna. "Ed è questo che preoccupa perchè è quello che pensai io a suo tempo e purtroppo le cose rimangono in una situazione di stallo. Alla Nazionale non viene riconosciuta la giusta importanza, non ci sono tutte le componenti che hanno voglia di fare qualcosa perchè le cose migliorino e ci si ritrova a dire le stesse cose. Se si vuole pensare di cambiare o migliorare qualcosa, non si possono fare sempre le stesse cose, è un po' il cane che si morde la coda: tanti bei discorsi che non vengono corredati da qualcosa di concreto, siamo sempre lì a spendere solo parole. Se la situazione non migliorerà, anche Ventura incontrerà gli stessi problemi. Quello della Nazionale non è solo un problema di spazio, se non hai gli strumenti puoi fare ben poco, è necessaria una programmazione perchè il movimento e la Nazionale possano crescere. Il nostro limite è vivere di momenti, la tradizione andava bene 20-30 anni, ora bisogna ragionare in modo diverso. I giocatori forti guardano, oltre che all'Inghilterra, alla Germania perchè è una nazione di sviluppo e questo grazie anche a quello che la nazionale tedesca sta facendo. Dobbiamo smetterla di fare solo bei discorsi, alla fine ogni presidente pensa che un giocatore è importante per il suo club e si sente dire che il settore giovanile è solo un mezzo per far soldi in maniera non proprio corretta. La Nazionale ora è quella che è, ha cercato di fare un suo percorso, è uscita ai rigori come è successo alla Nazionale del sottoscritto anche se è lecito e corretto riconoscere che la Germania ha fatto qualcosa di più. Abbiamo tenuto testa con grinta e spirito di sacrificio e coesione, ma onestamente sul campo la Germania meritava qualcosa di più. Ci poteva stare poi di passare il turno e ce lo auguravamo, ora bisogna guardare avanti, c'è la necessità di lavorare a 360 gradi tutti quanti e far sì che la Nazionale possa avere uno sviluppo migliore e superiore a quello di adesso. Il Bologna ha giovani interessanti che ancora non hanno capito bene quale potrebbe essere la loro dimensione e se io sarò bravo, ci potrà essere materiale valido per la Nazionale".
