A novembre l'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra, dopo un trimestre di rallentamento, un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente e una crescita del 2,2% tendenziale. Il dato rilevato nell'ultimo mese ha permesso un moderato recupero della media mobile a tre mesi, a indicare il permanere di una graduale tendenza al miglioramento della domanda da parte delle famiglie. L'aumento registrato dall'ICC a novembre (+0,4%), rispetto al mese precedente, deriva dalla ripresa, dopo un trimestre di riduzioni, della domanda di beni (+0,7%) e da un calo della spesa relativa ai servizi (-0,2%). In questo contesto solo tre macrofunzioni di spesa evidenziano un andamento negativo: beni e servizi ricreativi (-0,3%), beni e servizi per le comunicazioni (-0,2%), pasti e consumazioni fuori casa (-0,1%). L'aumento più significativo (+1,8% rispetto ad ottobre) ha riguardato i beni e servizi per la mobilità influenzati dal positivo andamento delle auto e delle moto. In significativo recupero è risultata anche la spesa per gli alimentari, le bevande ed i tabacchi (+0,9%). Sia per la spesa per beni e servizi per la cura della persona che per la spesa relativa ai beni e ai servizi per la casa e per l'abbigliamento e le calzature, l'aumento è stato di modeste dimensioni (+0,2%). La dinamica tendenziale dell'ICC di novembre mostra una crescita del 2,2%, in accelerazione rispetto ad ottobre. Questo risultato sintetizza l'andamento positivo sia della domanda relativa ai servizi (+1,9%), sia di quella per i beni (+2,3%). A novembre in un contesto di diffuso miglioramento, si osserva una crescita particolarmente sostenuta, su base annua, per la domanda di beni e servizi per la mobilità (+9,0%), andamento a cui hanno contribuito in misura significativa le vendite di auto e motocicli ai privati. Positivi i risultati per la domanda di beni e servizi per le comunicazioni, per gli alberghi e pasti e i consumi fuori casa (+1,9%), ma anche per la spesa per l'abbigliamento e le calzature e per i beni e servizi ricreativi (+1,6%). Lievemente più contenuto è stato l'aumento, su base annua, per i beni e i servizi per la cura della persona (+1,2%), per i beni e servizi per la casa e per gli alimentari bevande e tabacchi (+0,7%). Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di gennaio 2016 si stima, rispetto a dicembre, una riduzione dello 0,2% riflettendo in larga parte la tendenza alla flessione dei prezzi degli energetici. Nel confronto con gennaio del 2015 la variazione del NIC dovrebbe attestarsi al +0,2%.
