ROMA. L'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra a febbraio 2015 un calo dello 0,1% rispetto a gennaio e una crescita dello 0,4% tendenziale. In termini di media mobile a tre mesi l'indicatore, pur in modesto rallentamento, conferma la tendenza al miglioramento in atto dall'estate dello scorso anno e anche la valutazione di gennaio è stata rivista al rialzo da -0,1% a +0,2% in ragione del buon andamento delle vendite al dettaglio. Tanto nell'ultimo quarto del 2014, quanto nel primo bimestre dell'anno in corso, la spesa reale delle famiglie è superiore al livello registrato nel periodo corrispondente dell'anno prima. Il dato congiunturale di febbraio, il primo negativo dopo sei mesi, si inserisce in un contesto in cui non mancano elementi d'incertezza caratteristici delle fasi di transizione tra cicli economici. Il modesto calo registrato dall'ICC a febbraio rispetto a gennaio, riflette il risultato di un'invarianza della domanda per i servizi e di un calo della domanda di beni. Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa, gli unici incrementi, rispetto a gennaio, hanno riguardato la domanda di beni e servizi per la mobilità (+0,5%), grazie all'andamento positivo delle vendite di auto, e la domanda di beni e servizi per la casa (+0,1). Una riduzione significativa ha interessato a febbraio sia la spesa per abbigliamento e calzature (-0,8%) che ha perso quanto recuperato a gennaio, mese in cui si sono svolti i saldi, sia la spesa per alimentari, bevande e tabacchi (-0,4%). La crescita tendenziale dell'ICC di febbraio (+0,4%), in attenuazione rispetto al mese precedente, riflette l'andamento positivo della domanda per i servizi (+0,6%) e per i beni (+0,3%). Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di aprile 2015 si stima una variazione dei prezzi dello 0,1% rispetto a marzo e del -0,2% su base annua. Il dato mensile, che secondo le stime dovrebbe lasciare l'Italia ancora in deflazione, riflette il bilanciarsi degli aumenti stagionali attesi per i trasporti ed i servizi ricettivi e di ristorazione e le diminuzioni di luce e gas all'interno del capitolo relativo all'abitazione.
