Cuperlo: "Per la legge elettorale mediazione possibile"

"Anche ai carrarmati serve una bussola. Io una nuova legge elettorale la voglio e so che peggio della vecchia non si può fare. Capisco pure che non avere contrastato abbastanza il Porcellum rende meno credibile contestare oggi l’Italicum. Ma non può essere questo l’alibi per approvare le riforme della Costituzione e della rappresentanza senza le garanzie necessarie. Mettiamo il cuore nel merito e spogliamoci dai pregiudizi". A riferirlo Gianni Cuperlo, esponente della minoranza del Pd, in un'intervista a la Repubblica.

"L’Italicum in parte è cambiato e lo riconosco. Ora si può fare il passo decisivo per garantire la governabilità assieme a un Parlamento rappresentativo e una maggioranza di deputati eletti di nuovo nei collegi", aggiunge Cuperlo per il quale "quanto al dialogo forse la partita non è chiusa. Io non penso che il premier voglia una deriva autoritaria ma lui si convinca che le proposte in campo non vogliono boicottare il percorso o, peggio, difendere dei posti. Insisto, è il combinato tra questa riforma di Senato, Titolo V e legge elettorale ad avere delle incoerenze che mi preoccupano". Comunque se l’Italicum resta così "sarò coerente con le mie convinzioni, ma non rinuncio a cercare uno sbocco condiviso. Poi so che per riuscirci servono i toni giusti, da ogni parte". Se Renzi dovesse mettere la fiducia "questo sì sarebbe un errore serio e voglio credere che non accadrà". Comunque, assicura Cuperlo, nessuna intenzione di farsi cacciare: "No, vorrei l’opposto. Che riscoprissimo il senso di una comunità e la fiducia tra noi".

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto