Paolo Gentiloni è giunto alla Farnesina all'indomani del suo giuramento al Quirinale. All'ingresso è stato accolto dal segretario generale Michele Valensise, poi un caloroso abbraccio con Federica Mogherini prima del passaggio di consegne.
Le sue prime due telefonate sono state ai due marò. "I primi due colloqui da ministro, sono stati con Massimiliano Latorre e Salvatore Girone per rinnovargli la continuità dell'impegno. Per prima cosa ho voluto salutarli", ha detto Gentiloni uscendo dalla Farnesina. Il caso dei due fucilieri di Marina, ha detto il neo titolare della Farnesina "è in cima alla nostra agenda".
Col ministro uscente Mogherini, Gentiloni avuto uno scambio di vedute sulle principali aree di crisi e sui prossimi appuntamenti internazionali. Il neo ministro, nel ringraziare il nuovo Alto rappresentante per la politica estera Ue "si è subito messo al lavoro sui dossier prioritari della politica estera italiana".
"E' stato un passaggio di consegne non formale in cui ho rinnovato gli auguri a Federica Mogherini per il suo ruolo di Lady Pesc", ha detto il neo ministro Gentiloni dopo il passaggio di consegne. Un colloquio "approfondito di circa 3 ore sui dossier più urgenti, in vista anche del prossimo consiglio esteri Ue del 17", ha aggiunto spiegando che sono stati "affrontati i principali dossier, quelli che riguardano le crisi in Mo, soprattutto la Libia, e le tensioni Russia-Ucraina".
Intanto Mogherini trasloca a Bruxelles e trova davanti a sè le sfide di Lady Pesc. Cinque anni e una serie quasi infinita di crisi che lambiscono un'Europa tanto concreta sui parametri del rigore economico quanto evanescente sulle strategie comuni di politica estera. Federica Mogherini - da oggi ufficialmente Alto rappresentante della politica estera Ue - ha un'intera legislatura per ridare credibilità a un'Unione che su questo fronte ha fatto decisamente acqua e che, pur disponendo di un discreto servizio diplomatico europeo, può concretamente contare su scarse sponde tra i litigiosi e indecisi 28.
