I legali di Massimiliano Latorre hanno presentato alla Corte Suprema indiana una richiesta per il suo rientro in Italia "per consentire un suo più rapido e completo ristabilimento". Lo ha appreso l'Ansa sabato. Una prima udienza è in calendario lunedì 8 settembre.
La richiesta di rientro di Latorre, si é inoltre appreso, è motivata dal malore che ne ha reso necessario il ricovero in un ospedale di New Delhi. E' possibile che una decisione del massimo tribunale indiano sul caso possa giungere nel giro di alcuni giorni.
Il capo di prima classe della Marina, Massimiliano Latorre, continua la sua degenza in un ospedale della capitale indiana, in condizioni che continuano ad essere definite buone, alle prese con specifiche terapie motorie. Il fuciliere, si e' appreso, potrebbe anche essere dimesso gia' domani.
Contro nuovi fattori rischio
La richiesta italiana alla Corte per il ritorno di Latorre in Italia non si basa tanto sulla qualita' delle cure (che sono adeguate anche in India) quanto sul fatto - si è appreso - che patologie come le ischemie cerebrali tendono a recidivare e che è assolutamente necessario eliminare i fattori di rischio, come è lo stress, e permettere al paziente di recuperare pienamente in un ambiente sereno e famigliare.
La decisione di presentare la richiesta urgente alla Corte Suprema per un ritorno in Italia di Massimiliano Latorre è stata presa in occasione della visita a New Delhi dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti l'1 settembre scorso. Durante la visita del ministro - si è appreso - si e' svolta una riunione con i legali dello studio Titus che difende i Fucilieri a cui ha partecipato anche un rappresentante italiano dell'equipe giuridica che assiste il governo nella definizione della strategia per risolvere il caso.
Sabato mattina erano circa in 150 davanti alla prefettura di Bologna per chiedere al governo italiano di intervenire nella questione dei due Marò, i fucilieri di Marina Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, arrestati nel febbraio 2012 in India. 'Riportiamoli a casa' era il titolo del presidio promosso dal consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami, presente con gli altri manifestanti in piazza. Diversi i tricolori esposti, mentre su alcuni cartelloni erano scritte frasi come 'Salviamo i nostri Marò' e 'Torniamo ad essere una nazione'. "Abbiamo raccolto firme - ha spiegato Bignami - da consegnare al prefetto, in quanto rappresentante territoriale del Governo".
