Trent'anni senza Berliguer. Pensò la questione morale

di Nicola Zuccaro - L'11 giugno 1984 muore a Padova Enrico Berlinguer. L'indiscusso e carismatico leader del Partito Comunista Italiano spirò dopo 4 giorni di agonia, a causa di un ictus che lo colpì durante il comizio tenuto il 7 giugno nella città veneta, in occasione delle elezioni europee.

Segretario del Pci dal 1972, Berlinguer fu un protagonista di primo piano della politica italiana ed internazionale. La sua ininterotta permanenza alla guida di uno dei più importanti partiti di sinistra dell'Occidente lo condusse ad affrontare uno dei periodi più delicati della Repubblica: dalle stragi agli Anni di Piombo fino alle lotte sindacali che lo videro spendersi nel 1980 a favore dei dipendenti della Fiat dinnanzi ai cancelli di Mirafiori in occasione della marcia dei 40.000.

Fautore assieme ad Aldo Moro del celebre compromesso storico (avvicinamento del Pci alla Dc per una probabile e possibile co-presenza al Governo del Paese), Berlinguer fu sopratutto noto per essere stato l'ideatore della questione morale.

Un tema con il quale si volle stimolare la classe politica italiana ( travolta dagli scandali già durante gli anni '70) a rivedere i propri atteggiamenti nella gestione della cosa pubblica. Una questione che con Tangentopoli nel '92 e con i recenti scandali relativi al Mose e all'Expo - per citarne i più eclatanti nelle rispettive dimensioni - resta di stringente attualità.

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