(Foto LaPresse)
di Alessio Alaimo: Leandro Rinaudo parla poco, non ama apparire. Preferisce dimostrare con i fatti sul campo. E fin adesso c'è riuscito, riprendendosi da un infortunio lungo che lo ha tenuto lontano dai campi. Ad un certo punto nel difensore palermitano s'era anche spenta la luce, aveva pensato di smettere di giocare. Poi la vicinanza della famiglia, i bambini, gli amici di sempre e il suo procuratore Beppe Accardi - amico di vita prima che punto di riferimento professionale - gli hanno restituito quella carica che sembrava svanita. E così, tanto sacrificio, voglia di lottare a denti stretti, finché Rinaudo s'è ripreso quello che i problemi fisici gli avevano tolto. Perché ad un certo punto, Leo era arrivato al punto più alto della sua carriera. La Juventus. Poi i tormenti fisici, il ritorno a Napoli dove praticamente era un separato in casa e non poteva far altro che aspettare la scadenza del contratto. E finalmente la luce che si riaccnede, il Livorno che prima di ingaggiarlo lo ha voluto testare. Una prova per capire se era il giocatore di sempre o se poteva tornare ai suoi livelli. E allora eccolo lì, con umiltà e sacrificio, come se fosse l'ultimo arrivato... a provare agli ordini di Nicola. Fiducia conquistata, Rinaudo firma per un anno. E sul contratto c'è l'opzione per la stagione successiva, le parti ne riparleranno. Ed è bastato un normale fallo di gioco - perché di questo si è trattato - ai danni di Giuseppe Rossi per farlo apparire come un appestato. Rossi ha riscontrato un trauma distorsivo al ginocchio, l'entità verrà valutata oggi. Sul momento, preso dalla partita e dallo svantaggio, Rinaudo non ha pensato all'avversario. Poi, preso atto di quello che era successo, ha provato a scusarsi negli spogliatoi. Ma se vieni aggredito verbalmente tutto diventa difficile e fai fatica a spiegare e scusarti. Poi a fine partita le dichiarazioni di Andrea Della Valle, "Rinaudo è un farabutto". Apriti cielo, il suo procuratore Beppe Accardi ha voluto replicare prontamente attraverso TuttoMercatoWeb.com. "Della Valle ci vada piano con le parole", ha detto Accardi. Rinaudo non ha ancora replicato al presidente della Fiorentina, non è dato saperlo se lo farà. Intanto si è limitato a dire agli amici che "per un fallo normalissimo sto passando per un killer". Un clamore esagerato. Anche se l'infortunio di Giuseppe Rossi c'è e più tardi si capirà l'entità. Cose che succedono, normale scontro di gioco. Anche perché l'arbitro era lì, a pochi metri. Se avesse visto cattiveria oppure avesse ritenuto il fallo grave, da espulsione, non avrebbe fatto fatica ad estrarre il rosso diretto. E invece no. Niente espulsione.
In attesa di capire quanto dovrà stare fermo Giuseppe Rossi, Rinaudo pensa già alla prossima partita. Con la mente di chi ha voglia di salvare la sua squadra, con il cuore di chi un infortunio grave lo ha subìto e in silenzio s'è rialzato con le proprie forze. Senza troppo clamore mediatico o prime pagine sui giornali...
In attesa di capire quanto dovrà stare fermo Giuseppe Rossi, Rinaudo pensa già alla prossima partita. Con la mente di chi ha voglia di salvare la sua squadra, con il cuore di chi un infortunio grave lo ha subìto e in silenzio s'è rialzato con le proprie forze. Senza troppo clamore mediatico o prime pagine sui giornali...