Muore a 94 anni Giulio Andreotti


(GUARDA VIDEO). Il senatore a vita, sette volte presidente del Consiglio, Giulio Andreotti e' morto stamane, poco prima delle 12,30, nella sua abitazione romana. Nessuno come lui puo' dire di aver fatto l'Italia, nemmeno il Conte di Cavour. Se questi l'Italia la penso', la volle e la sogno' (ma non la vide), Andreotti di sogni non ne ebbe mai molti.

Di volonta' pero' ne ebbe tanta, e soprattutto capacita' di pensiero. Molto piu' di pensiero che si azione, se e' vero che lo riformarono in malo modo alla visita di leva e lui, divenuto ministro della difesa, ando' a vedere che fine avesse fatto quell'ufficiale medico, per scoprire che se lo era portato via un infarto prima del tempo. Andreotti, piu' di Cavour, ci ha lasciato l'Italia che conosciamo, con i suoi pregi (che sono molti) e i suoi difetti (che sono altrettanti).

Lui il Paese lo ha lentamente e costantemente plasmato, con quella capacita' di vedere e intervenire prima degli altri con una prontezza che Manzoni mise in bocca al conte Zio e Guicciardini indica, nei suoi "Ricordi", come una delle vere cifre dello statista.

Non a caso Andreotti e' stato l'unico politico italiano a divenire una leggenda ancora da vivo. Come tutte le leggende, ha sempre diviso in due campi chi ne parlava. I suoi detrattori a sinistra lo chiamavano Belzebu' (tradendo pero' una involontaria ammirazione per le sue presunte arti mefistofeliche), i suoi ammiratori a sinistra (ne aveva) al centro e anche a destra (ne aveva pure qui) ne hanno sempre parlato come l'unico vero statista moderno del paese. Piu' di Aldo Moro, piu' di Alcide De Gasperi. Addirittura.

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