Confcommercio: "Bisogna cercare di ridurre la pressione fiscale"

ROMA - Il mondo delle professioni in Italia conta più di 1,2 milioni di persone, circa il 6% degli occupati totali, che producono ricchezza per 49,1 miliardi di euro l'anno, pari al 5,3% dei redditi da lavoro e impresa, e redditi medi pro capite di 38mila euro. Un vero e proprio esercito per la crescita, il cui trend è in continua espansione, visto che aumentano soprattutto i professionisti non iscritti (oltre 300mila, il 50% in 5 anni). Per valorizzare, rinforzare e tutelare questo importante segmento del mercato e dell'occupazione, Confcommercio ha stilato una serie di proposte, dal fisco alla previdenza, all'accesso al credito, da consegnare al governo in vista della prossima Legge di Bilancio che a fine ottobre dovrà essere licenziata dal Consiglio dei ministri.

“L'aumento dell'Iva sarebbe una vera e propria mazzata per i consumi, un boomerang che ricadrebbe sulla testa di tutti e, per di più, in modo regressivo, penalizzando soprattutto le famiglie più povere. La strada è, dunque, obbligata: serve una concreta e generalizzata riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese”, ha spiegato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, al convegno organizzato a Roma su “Competitività e crescita: il ruolo delle professioni nel terziario”. “All'Esecutivo chiediamo più coraggio e determinazione nel taglio della spesa pubblica improduttiva, da cui si potrebbero ricavare le risorse per ridurre le tasse”, ha aggiunto.

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