Olanda - Italia 1-2: Eder e Bonucci guidano la rimonta

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di ANTONIO GAZZILLO -  La vittoria per 2 a 1 nell’amichevole giocata ieri all’Amsterdam Arena contro l’Olanda, ha dato segnali ottimi all’Italia che ha proseguito la striscia positiva di risultati della gestione Ventura e ha confermato il buon trand contro gli Orange.

La nota più lieta è stata sicuramente rappresentata dai tanti esordi di giovani e promesse che formeranno la Nazionale del futuro: cominciando dal piccolo grande portiere Donnarumma, appena maggiorenne ma con il destino da erede di Buffon, proseguendo con i talenti sfornati dall’Atalanta come Gagliardini, Spinazzola e Petagna, per arrivare a D’Ambrosio, finalmente tornato a buoni livelli, e la rivelazione Verdi del Bologna.

L’Olanda, guidata da Grim dopo l’esonero di Blind, ha giocato una partita spenta, molto sofferta soprattutto in difesa, ma nonostante questo è riuscita a passare in vantaggio in maniera fortunosa: una bella azione triangolare da parte di Promes e Klaassen, ha prodotto un cross basso in area deviato nella propria porta da Romagnoli a siglare il vantaggio olandese.

La reazione azzurra però non si è fatta attendere e il gol del pareggio è arrivato dopo solo pochi secondi con un diagonale potente e preciso da fuori area di Eder, abile a sfruttare un errato disimpegno di Hoedt.

In una serata in cui gli attaccanti, Immobile prima e Belotti dopo, hanno faticato, ci ha pensato Bonucci a decidere la partita, con un tap-in ravvicinato dopo la respinta di Zoet su un colpo di testa di Parolo.

E’stato un buon test per gli azzurri del futuro che regalano a Ventura solo certezze in vista della sfida decisiva contro la Spagna.

Incidente sulla A1-A14, pullman e tir si scontrano, 43 feriti

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Un bruttissimo incidente ha bloccato ieri il raccordo autostradale A1-A14, in direzione Sud. Protagonisti del sinistro, un pullman che trasportava molte persone, e un camion, con 43 persone coinvolte, 27 illese, e 16 ferite, trasportate subito in ospedale, parte di loro in codice bianco, altre più gravi.

Ucciso dal branco, fermate due persone


ALATRI - Due persone sono state fermate dai carabinieri della compagnia di Alatri per l'omicidio di Emanuele Morganti, il giovane di 20 anni picchiato fuori da un locale della cittadina in provincia di Frosinone, mentre difendeva la fidanzata, e morto dopo due giorni di agonia.

Secondo quanto quanto si apprende, i due sono stati rintracciati a Roma e sottoposti a fermo di indiziato di delitto. Intanto continuano e ritmo serrato le indagini per individuare gli altri componenti del branco. Nove in tutto gli indagati. In corso accertamenti anche su una presunta aggressione ai danni di alcuni sospettati.

A chiarire i contorni di una vicenda – su cui le indagini non hanno ancora fatto piena luce – è stato il procuratore capo di Frosinone, Giuseppe De Falco, in una conferenza stampa al Comando provinciale dei carabinieri della cittadina laziale. I due fermati, i cui nomi non sono stati resi noti, sono “noti negli ambienti alatrensi – ha detto il procuratore – cittadina tranquilla, ma purtroppo frequentata anche da frange delinquenziali violente nel settore dei reati contro il patrimonio e il traffico di stupefacenti”. I fermati sono quindi “riconducibili ad ambienti delinquenziali” e non è da escludere che abbiano in qualche modo “inteso affermare una propria capacità di controllo del territorio”. Compito degli inquirenti sarà quindi anche “verificare se questo comportamento violento così gratuito sia stato determinato, come è verosimile, anche da abuso di alcol o droga”.

“Tutto è nato per un diverbio in una discoteca, su cui andranno fatti accertamenti – ha spiegato De Falco – perchè queste discoteche sono locali che rischiano di arrivare a un numero elevatissimo di persone, il che è una circostanza di per sè pericolosa al di la della tragedia che si è consumata venerdì scorso”. Secondo le ricostruzioni della Procura, all’interno della discoteca “è nato un banalissimo diverbio tra Emanuele e un’altra persona, erroneamente indicata come albanese, circostanza non vera e che ha portato a una serie di considerazioni false. Si è trattato quindi di “una banale lite per motivi di accaparramento di una bevanda, determinata anche dallo stato di alterazione da alcol che non era di Emanuele e che ha condotto il personale del locale a portare fuori Emanuele, mentre l’altra persona è rimasta dentro e non ha preso parte alla aggressione”, ha spiegato Giuseppe De Falco.

Una volta che Emanuele è uscito dal locale, “in posti diversi della piazza” ci sono state delle aggressioni “da parte di persone diverse in corso di identificazione completa, con modalità diverse le une dalle altre. Allo stato delle indagini – ha precisato il procuratore – non si può semplificare il tutto con parole tipo ‘pestaggio'”. Emanuele ha cercato di allontanarsi, è stato seguito, poi è tornato sui suoi passi “ed è stato aggredito con forza e intensità diverse. Quella letale è stata l’ultima, che ha determinato importanti lesioni al cranio” e conseguentemente la morte di Emanuele. I due fermati sarebbero gli autori di questa ultima aggressione, quella letale.

Il procuratore ha spiegato che sono state ascoltate “numerosissime persone” e che le indagini riguardano alcune decine di persone “le cui dichiarazioni non sono sempre coincidenti, lucidi e chiare. La non integrale congruenza delle dichiarazioni può essere determinata, in alcuni limitati casi – ha quindi chiarito – da motivi riconducibili a reticenza o omertà, in altri casi da emozione, suggestione e confusione”. In ogni caso, l’analisi congiunta delle dichiarazioni ha portato “a ravvisare indizi gravi di colpevolezza nei confronti di due persone che sono state sottoposte a fermo stanotte a Roma: sono i due nei cui confronti è stato possibile individuare indizi univoci sulla condotta violenta nella fase terminale degli eventi, ossia quella che ha poi determinato la morte di Emanuele”.

“La non sufficiente chiarezza dell’insieme delle dichiarazioni rese – ha aggiunto ancora il procuratore capo di Frosinone – ha portato a menzionare l’esistenza di oggetti contundenti, un manganello e un tubolare, che non sono stati rinvenuti e sulla cui effettiva utilizzazione le indagini non hanno al momento raggiunto risultati sufficientemente certi. A carico dei due indiziati ci sono comunque indizi concreti, ma c’è ancora molto da investigare, anche con riferimento al movente di questo evento”.

Pd, Letta: "Voterò Orlando"

(Foto AGF)

di LOREDANA CAVALLO - Enrico Letta ha annunciato che non ha intenzione di scendere nuovamente in campo, ma che alla fine intende comunque dare un'opportunità al Pd, quindi parteciperà e voterà per Andrea Orlando.

Ha spiegato che accetterà il risultato del congresso e ha invitato tutti compreso Renzi, a imparare la lezione del 4 dicembre scorso, in quanto bisogna essere uniti sulle scelte da prendere, condividerle con il paese e non pretendere di avere ragione per forza sottovalutando l'opinione altrui.

Gentiloni vede Regioni: "Vincoli Ue non intoccabili, margini di negoziato"


di MARCO MONGELLI - "Ci sono norme e vincoli europei che non dobbiamo dare per intoccabili, c'è un margine di negoziato. Certamente da qui all'autunno la discussione con Bruxelles sarà aperta e potrà produrre risultati, sapendo che da un lato dobbiamo mantenere gli equilibri, dall'altro dobbiamo ottenere una cornice europea più realistica". Lo dice il premier Paolo Gentiloni incontrando le Regioni a Palazzo Chigi.

"Entro una quindicina di giorni - ha detto il Capo dello Stato - avremo la presentazione del Def in Parlamento, poi a settembre la nota di aggiornamento in vista della Legge di Bilancio. Tra le priorità c'è l'interesse comune a salvaguardare e a rafforzare l'impegno su lavoro, infrastrutture e investimenti". "Dobbiamo mettere in campo - ha evidenziato - un quadro di politiche economiche che ci consenta di mantenere gli equilibri di bilancio e razionalizzazione della spesa e accompagni e sostenga la crescita, che per quanto limitata inizia a manifestarsi".

"Abbiamo bisogno nei prossimi mesi di una interlocuzione tra Governo e Regioni per affrontare nel modo migliore possibile le scadenze che avremo. Oggi è il primo incontro, per ragionare insieme su priorità e metodo". Lo dice, a quanto si apprende, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, nell'incontro in corso a Palazzo Chigi con i presidenti delle Regioni. Al tavolo sono presenti, a quanto si apprende, Stefano Bonaccini, Michele Emiliano, Roberto Maroni, Giovanni Toti, Catiuscia Marini, Sergio Chiamparino, Luca Zaia, Debora Serracchiani, Vincenzo De Luca, Luciano D'Alfonso, Enrico Rossi e Pierluigi Marquis.

Tap, scontri nel cantiere per il via libera al trasloco di 200 ulivi

(Foto LA REPUBBLICA)

di MARCO MONGELLI - Tensione al cantiere Tap di Melendugno (Lecce), dove è in costruzione il gasdotto per importare il metano dall’Azerbaigian. Centinaia di attivisti stanno presidiando la zona dall’alba. Sono dovuti intervenire gli agenti per fare spazio con la forza ai mezzi della ditta incaricata dalla Tap di traslocare circa 200 ulivi dal tracciato dove passerà la condotta. Ora c’è infatti anche un nuovo via libera del ministero dell’Ambiente, cui la Prefettura di Lecce si era rivolta per avere chiarimenti sull’espianto degli ulivi. A renderlo noto è la Prefettura di Lecce che ha ricevuto la nota ministeriale nella tarda serata di ieri.

Era stato lo stesso prefetto, Claudio Palomba, a chiedere lo scorso 22 marzo al ministero di chiarire alcuni aspetti in seguito a un incontro col primo cittadino di Melendugno, Marco Potì, e con altri sindaci della provincia.

Sugli 8 chilometri dove dovrà essere scavata la trincea profonda poco più di un metro in cui posare il tubo vi sono poco più di 200 olivi. Devono essere spostati e trasferiti in un vivaio prima di aprile, poiché questi alberi soffrono se spostati durante la stagione più calda. Posata la conduttura, lo scavo sarà chiuso con la stessa terra che era stata tolta e gli olivi saranno riposizionati dov’erano in precedenza.

È la procedura che si segue anche per la posa di tutte le altre tubazioni, come ha fatto di recente anche l’Acquedotto Pugliese con migliaia di piante traslocate per posare nuove linee di acqua potabile. Il ministero dell’Ambiente aveva già detto con una lettera molto netta che tutto è regolare per il trasloco degli olivi dal percorso del futuro gasdotto. Dopo le proteste dei comitati, il prefetto ha scritto al ministero per chiedere che cosa intendesse dire quando sosteneva che tutto è regolare, ottenendo come risposta, una conferma alla possibilità di rimozione e spostamento degli alberi.

Tap ha annunciato di essere pronta a riprendere già da oggi l’espianto. Stamattina, quattro camion erano già caricati con gli olivi da mandare al vivaio e un quinto era pronto al carico, mentre la polizia si preparava ad aprire il cancello del cantiere per fare uscire i mezzi.

Finora quelli rimossi e piantumati momentaneamente nel sito di stoccaggio di masseria del Capitano sono 33. Arriva così un altro via libera al metanodotto Tap che approderà in Puglia per importare in Italia e in Europa il gas dell’Azerbaigian.

Panchina d’oro: Sarri è il miglior tecnico della passata stagione

(Foto GOAL.COM)

di ANTONIO GAZZILLO - La panchina d’oro per la stagione 2015/ 2016 è stata assegnata a Maurizio Sarri, ex allenatore dell’Empoli e attualmente tecnico del Napoli. Il premio, assegnato da tutti gli allenatori al miglior mister della Serie A, per la prima volta dopo quattro anni, non è andato ad un tecnico con lo stemma della Juventus sul petto, dopo i tre consegnati ad Antonio Conte e l’ultimo assegnato a Massimiliano Allegri. Infatti Sarri si è imposto sul tecnico bianconero, arrivato secondo, e sul terzo classificato Eusebio Di Francesco, ormai una certezza, che tanto sta impressionando con il suo Sassuolo.

“ Più che premi contano punti e risultati, ma per una volta arrivare davanti a Massimiliano mi da gusto. Fino a cinque anni fa militavo in serie C e devo ringraziare Empoli, Napoli e Marcello Carli e Cristiano Giuntoli, senza i quali non sarei l’allenatore che sono” ha così commentato Maurizio Sarri che poi ha anche ricevuto i complimenti di Allegri su Twitter.

Per la serie B, invece, il premio è stato consegnato a Ivan Juric, autore della promozione in massima serie del Crotone, mentre Leonardo Semplici, allenatore della Spal, si è aggiudicato la panchina d’oro della Lega Pro.

Un riconoscimento speciale è andato infine a Claudio Ranieri, artefice di una stagione fantastica con il Leicester.