CATANIA – L’aeroporto di Catania Fontanarossa torna alla piena operatività dopo le settimane di disagi legati all’attività eruttiva dell’Etna. Il passaggio dello stato di allerta vulcanica da rosso ad arancione ha consentito la riapertura dei settori precedentemente chiusi e la cancellazione delle restrizioni.
La Sac, società di gestione dello scalo, ha comunicato che sono state ripristinate con effetto immediato tutte le attività di volo in partenza e in arrivo, senza limitazioni.
L’Etna resta attivo
Il vulcano, tuttavia, continua a manifestare la propria attività. Secondo le osservazioni dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), aggiornate alla serata di lunedì 17 agosto, è stata registrata l’apertura di una bocca effusiva nella Valle del Bove, a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 metri.
Contestualmente è stata rilevata un’attività esplosiva di intensità variabile al cratere della Voragine, con una nube eruttiva arrivata fino a circa 6.000 metri di altezza e dispersa verso sud-est.
Cna Sicilia: «Serve una rete aeroportuale resiliente»
La Cna Sicilia invita ora a superare la logica dell'emergenza e a predisporre un piano strutturale per rendere l'intero sistema aeroportuale siciliano più integrato e resiliente.
In particolare, viene chiesto di potenziare e integrare pienamente gli aeroporti di Comiso, Trapani e Palermo, trasformandoli in alternative operative stabili in caso di future emergenze legate all'attività dell'Etna.
Cenere su Catania e provincia
Intanto, la ricaduta di cenere vulcanica ha provocato disagi anche a Catania e nei comuni dell'area etnea. Numerose automobili sono state ricoperte da uno strato di cenere, mentre diverse strade sono risultate annerite.
Tra i centri maggiormente interessati figurano Valverde, Viagrande, San Gregorio e San Giovanni la Punta, dove la presenza della cenere ha complicato gli spostamenti e le attività quotidiane.
