Pavia - La famiglia Poggi non intende costituirsi parte civile nei confronti di Andrea Sempio nell’eventuale udienza preliminare che potrebbe seguire alla richiesta di rinvio a giudizio annunciata dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi.
«Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», ha spiegato Francesco Compagna, che insieme all’avvocato Gianluigi Tizzoni rappresenta i genitori e il fratello di Chiara Poggi.
I legali della famiglia, invece, saranno presenti nell’eventuale giudizio di revisione che potrebbe essere promosso dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara.
Sempio si aspettava di tornare sotto indagine
Nel frattempo, dalle nuove carte depositate dalla Procura di Pavia emergerebbe anche un’intercettazione ambientale nella quale Andrea Sempio avrebbe manifestato la convinzione che, prima o poi, sarebbe nuovamente finito sotto indagine. Secondo quanto riportato, però, Sempio riteneva che ciò sarebbe avvenuto soprattutto dopo l’eventuale uscita dal carcere di Alberto Stasi.
L’intercettazione risale al dicembre scorso ed è tra gli elementi inseriti nel nuovo fascicolo dopo la chiusura delle indagini. La Procura contesta a Sempio l’omicidio di Chiara Poggi, mentre l’attività investigativa si inserisce anche nel contesto delle iniziative della difesa di Stasi.
La madre di Sempio: «È totalmente estraneo»
A difendere pubblicamente Andrea Sempio è tornata anche la madre, Daniela Ferrari, intervistata da Antenna3 Lombardia nei pressi della propria abitazione.
«L’unica cosa che posso dire è che mio figlio con l’omicidio di Chiara Poggi non c’entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo. Mio figlio sta aspettando come aspettiamo tutti noi», ha dichiarato.
La donna ha poi aggiunto: «Delle prove non ci interessa nulla, l’unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo». E ancora: «Mio figlio non è che sa di essere innocente, è innocente. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi».
Secondo la madre, la situazione non può che generare preoccupazione: «Solo per quello che sta succedendo, uno sarebbe preoccupato per forza per il processo».
Il Dna sotto le unghie di Chiara
Tra gli elementi destinati a essere al centro del confronto tra le parti c’è anche la traccia di Dna individuata sotto le unghie di Chiara Poggi.
In una relazione depositata agli atti della nuova inchiesta, i consulenti della Procura di Pavia, i genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, sostengono che la traccia non sarebbe riconducibile a una contaminazione provocata dai reagenti utilizzati nelle analisi.
Secondo i due consulenti, la «sola spiegazione scientificamente attendibile», indicata come la più ragionevole sulla base della concordanza degli alleli, sarebbe la compatibilità dei due campioni di Dna estratti dalle unghie di Chiara con quelli di Andrea Sempio. La relazione sostiene inoltre che Sempio, insieme alla sua linea paterna, non possa essere escluso quale soggetto contributore del profilo genetico.
Il tema del Dna sarà quindi uno dei principali terreni di confronto tra i consulenti delle parti nell’eventuale prosecuzione del procedimento.
«Non abbiamo da avanzare alcuna pretesa economica nei confronti di persone innocenti», ha spiegato Francesco Compagna, che insieme all’avvocato Gianluigi Tizzoni rappresenta i genitori e il fratello di Chiara Poggi.
I legali della famiglia, invece, saranno presenti nell’eventuale giudizio di revisione che potrebbe essere promosso dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara.
Sempio si aspettava di tornare sotto indagine
Nel frattempo, dalle nuove carte depositate dalla Procura di Pavia emergerebbe anche un’intercettazione ambientale nella quale Andrea Sempio avrebbe manifestato la convinzione che, prima o poi, sarebbe nuovamente finito sotto indagine. Secondo quanto riportato, però, Sempio riteneva che ciò sarebbe avvenuto soprattutto dopo l’eventuale uscita dal carcere di Alberto Stasi.
L’intercettazione risale al dicembre scorso ed è tra gli elementi inseriti nel nuovo fascicolo dopo la chiusura delle indagini. La Procura contesta a Sempio l’omicidio di Chiara Poggi, mentre l’attività investigativa si inserisce anche nel contesto delle iniziative della difesa di Stasi.
La madre di Sempio: «È totalmente estraneo»
A difendere pubblicamente Andrea Sempio è tornata anche la madre, Daniela Ferrari, intervistata da Antenna3 Lombardia nei pressi della propria abitazione.
«L’unica cosa che posso dire è che mio figlio con l’omicidio di Chiara Poggi non c’entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo. Mio figlio sta aspettando come aspettiamo tutti noi», ha dichiarato.
La donna ha poi aggiunto: «Delle prove non ci interessa nulla, l’unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo». E ancora: «Mio figlio non è che sa di essere innocente, è innocente. Mio figlio non ha ucciso Chiara Poggi».
Secondo la madre, la situazione non può che generare preoccupazione: «Solo per quello che sta succedendo, uno sarebbe preoccupato per forza per il processo».
Il Dna sotto le unghie di Chiara
Tra gli elementi destinati a essere al centro del confronto tra le parti c’è anche la traccia di Dna individuata sotto le unghie di Chiara Poggi.
In una relazione depositata agli atti della nuova inchiesta, i consulenti della Procura di Pavia, i genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, sostengono che la traccia non sarebbe riconducibile a una contaminazione provocata dai reagenti utilizzati nelle analisi.
Secondo i due consulenti, la «sola spiegazione scientificamente attendibile», indicata come la più ragionevole sulla base della concordanza degli alleli, sarebbe la compatibilità dei due campioni di Dna estratti dalle unghie di Chiara con quelli di Andrea Sempio. La relazione sostiene inoltre che Sempio, insieme alla sua linea paterna, non possa essere escluso quale soggetto contributore del profilo genetico.
Il tema del Dna sarà quindi uno dei principali terreni di confronto tra i consulenti delle parti nell’eventuale prosecuzione del procedimento.
