Caldo estremo, il Codacons chiede interventi immediati: “Nessuno sia lasciato solo”


Tanasi: “Servono assistenza per i fragili, sicurezza per i lavoratori esposti e controlli sui costi dell’energia”

L’Italia entra nel mese di agosto ancora alle prese con temperature elevate e ondate di calore che stanno mettendo sotto pressione cittadini, servizi sanitari e attività lavorative. Di fronte all’emergenza caldo, il Codacons chiede interventi immediati e coordinati da parte di Governo, Regioni, Comuni e aziende sanitarie per rafforzare le misure di prevenzione e assistenza.

“Il caldo estremo non può essere affrontato soltanto con raccomandazioni generiche – afferma Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale Codacons –. Occorre raggiungere concretamente anziani soli, persone con patologie, bambini e cittadini in difficoltà, rafforzando l’assistenza domiciliare e i servizi sanitari e sociali sul territorio. Nessuno deve essere lasciato solo in una casa surriscaldata o senza la possibilità economica di utilizzare un climatizzatore”.

L’associazione dei consumatori invita le amministrazioni locali a intensificare il monitoraggio delle persone più vulnerabili, mettendo a disposizione spazi pubblici climatizzati e punti di refrigerio facilmente accessibili, oltre a garantire una corretta informazione sui servizi disponibili e sui numeri da contattare in caso di necessità.

Un capitolo riguarda anche la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature, soprattutto nei cantieri, nei campi agricoli, sulle strade e in tutti gli ambienti di lavoro all’aperto.

“Chi lavora sotto il sole non può essere costretto a scegliere tra la propria salute e il salario – sottolinea Tanasi –. Nelle ore di maggiore rischio devono essere rimodulati turni e attività, garantendo pause adeguate, disponibilità di acqua, zone d’ombra e tutte le protezioni necessarie”.

Il Codacons richiama l’attenzione anche sull’impatto economico dell’emergenza caldo. L’utilizzo prolungato di climatizzatori e ventilatori può infatti incidere sulle bollette delle famiglie, con possibili aumenti dei costi energetici.

“È necessario vigilare sui prezzi e sulle condizioni applicate agli utenti, evitando che l’emergenza climatica si trasformi in un ulteriore peso economico per i consumatori – conclude Tanasi –. Le ondate di calore non sono più eventi occasionali: servono piani permanenti, risorse adeguate e una rete di protezione capace di intervenire prima che la fragilità di un cittadino diventi un’emergenza sanitaria”.

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