Mario Roggero, il Tribunale di sorveglianza nega il differimento della pena


Torino - Il Tribunale di sorveglianza di Torino ha respinto la richiesta di differimento della pena presentata dalla difesa di Mario Roggero, il gioielliere cuneese di 72 anni condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di carcere per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo, durante una rapina avvenuta nel 2021.

Gli avvocati di Roggero avevano chiesto di sospendere l’esecuzione della pena in attesa della decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla domanda di grazia presentata per il loro assistito. In subordine, la difesa aveva chiesto la detenzione domiciliare. Entrambe le richieste sono state respinte.

Confermato il parere negativo dell’Ufficio di sorveglianza

Già il 22 luglio l’Ufficio di sorveglianza di Torino aveva respinto l’istanza di differimento della pena. La magistrata di sorveglianza Elena Massucco aveva ritenuto che non fossero state ravvisate, né indicate dalla difesa, «le circostanze di necessità e di urgenza indispensabili» per disporre in via cautelare il differimento della pena.

Gli atti erano quindi passati all’Ufficio di sorveglianza di Milano, al Tribunale di sorveglianza e alla Procura generale della Corte d’Appello di Torino. Gli organi competenti si sono ora espressi negativamente, confermando di fatto la decisione assunta alla fine di luglio.

Roggero, dal giorno della sentenza definitiva, è detenuto nel carcere di Bollate.

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