La situazione nell'enclave spagnola torna sotto controllo, ma lo scontro diplomatico prosegue. Martedì 4 agosto riunione straordinaria dei ministri dell'Interno dell'Unione Europea
Mentre l'emergenza migratoria a Ceuta sembra progressivamente rientrare, resta alta la tensione diplomatica tra Italia e Spagna dopo la decisione del governo italiano di sospendere temporaneamente l'applicazione dell'accordo di Schengen nei confronti della Spagna.
Secondo il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, nell'enclave restano circa 2.000 migranti delle oltre 50.000 persone arrivate dal Marocco nei giorni scorsi. "In meno di 48 ore si sta raggiungendo la normalità" e "chi è entrato irregolarmente non ha alcuna possibilità di regolarizzazione", ha dichiarato.
Nel frattempo il premier spagnolo Pedro Sánchez ha inviato una lettera alle istituzioni europee esprimendo "seria preoccupazione" per la reazione di alcuni governi europei alla crisi e chiedendo una risposta comune dell'Unione.
Sánchez: "Stop a Schengen frutto di pregiudizi"
Nella missiva indirizzata ai vertici europei, Sánchez critica duramente la richiesta di escludere temporaneamente la Spagna dall'area Schengen, definendola una scelta "dettata da pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici", pur senza citare direttamente l'Italia.
Il premier spagnolo sottolinea inoltre che Ceuta non fa parte dell'area Schengen e ricorda come, secondo i dati di Frontex, la frontiera spagnola registri un numero di ingressi irregolari inferiore rispetto ad altri confini esterni dell'Unione.
Sánchez ha evidenziato che il governo di Madrid è riuscito in meno di due giorni a riprendere il controllo della situazione, rimpatriando la quasi totalità dei migranti entrati irregolarmente e impedendo spostamenti non autorizzati verso il resto d'Europa.
Martedì il vertice straordinario dei ministri dell'Interno
Per affrontare la crisi è stata convocata per martedì 4 agosto una riunione straordinaria dei ministri dell'Interno dell'Unione Europea, richiesta da una lettera sottoscritta da 22 Paesi membri, con Italia e Danimarca promotrici dell'iniziativa.
Tra i firmatari figurano, tra gli altri, Germania, Austria, Belgio, Grecia, Polonia, Svezia e Paesi Bassi, mentre non hanno aderito Francia e Portogallo.
Il documento propone di rafforzare il sostegno operativo di Frontex, valutare la cooperazione con il Marocco e, se necessario, introdurre temporaneamente controlli alle frontiere interne previsti dal Codice Schengen per fronteggiare eventuali movimenti secondari di migranti.
Von der Leyen: "Serve una risposta europea unitaria"
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha ribadito il sostegno dell'Ue alla Spagna fin dall'inizio dell'emergenza.
La presidente ha confermato di aver accolto favorevolmente la richiesta di una videoconferenza straordinaria tra i ministri dell'Interno, sottolineando come la gestione dell'immigrazione irregolare richieda "solidarietà e una risposta europea unitaria".
L'obiettivo del confronto sarà quello di individuare misure condivise per rafforzare la protezione delle frontiere esterne dell'Unione e coordinare le iniziative degli Stati membri di fronte a crisi migratorie di particolare intensità.
