Palermo, 28 agosto 2026 – Continua e si allarga l’inchiesta della Procura di Palermo sulla morte di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di 4 anni deceduta lo scorso 20 agosto a causa della difterite. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati dei genitori, Emanuele Bartolotta e Manuela Maggio, con l’ipotesi di omicidio colposo, sarebbero stati iscritti anche i medici degli ospedali Cervello e dei Bambini, che hanno avuto in cura la piccola tra il 13 e il 19 agosto.
L’iscrizione dei sanitari, secondo quanto trapelato, sarebbe un atto dovuto a garanzia degli stessi medici, che potranno così nominare propri consulenti e partecipare agli accertamenti medico-legali. Si tratta infatti di attività irripetibili, a partire dall’autopsia, che potrebbero contribuire a chiarire le cause e la dinamica del decesso.
Oggi l’autopsia
È prevista per oggi pomeriggio, 28 agosto, presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, l’autopsia sul corpo della bambina.
Anna Rosa, secondo quanto già emerso, non era mai stata vaccinata contro la difterite. Saranno gli accertamenti medico-legali a stabilire con maggiore precisione l’evoluzione della malattia e le cause che hanno portato al rapido peggioramento delle condizioni della piccola.
I genitori, dopo la morte della figlia, hanno a loro volta presentato una denuncia nei confronti degli ospedali che l’avevano assistita, sostenendo che nei primi giorni i disturbi della bambina sarebbero stati ricondotti a una semplice tonsillite.
L’inchiesta dovrà dunque verificare anche l’eventuale correttezza e tempestività delle diagnosi e dei trattamenti effettuati durante i giorni di ricovero.
Nel cugino trovato il gene della tossina difterica
Nel frattempo sono arrivati importanti elementi dagli accertamenti microbiologici effettuati sul cugino di Anna Rosa, anche lui di 4 anni.
Le indagini molecolari condotte dagli esperti dell’Istituto superiore di sanità sul ceppo batterico isolato attraverso un tampone faringeo hanno confermato l’identificazione della specie Corynebacterium diphtheriae, oltre alla presenza del gene responsabile della produzione della tossina difterica.
Il bambino ha sviluppato una forma non grave della malattia, anche grazie alla protezione garantita dalla vaccinazione.
Dopo il caso è corsa ai vaccini
La vicenda ha provocato anche un forte aumento delle richieste di vaccinazione nell’area palermitana. Dal 17 agosto in poi, nei centri dell’Asp di Palermo sono state effettuate complessivamente 9.745 vaccinazioni, contro le 6.085 somministrazioni registrate nello stesso periodo del 2025: un incremento di circa il 60%.
Particolarmente significativo l’aumento delle vaccinazioni con il vaccino esavalente: le dosi somministrate sono state 1.318, rispetto alle 776 dello stesso periodo dello scorso anno, con una crescita del 70%.
Delle 1.318 dosi somministrate, 420 sono prime dosi, 421 seconde dosi e 444 terze dosi, a conferma di una domanda che riguarda sia l’avvio dei cicli vaccinali sia il loro completamento.
Il dato complessivo dei primi sei mesi dell’anno mostra invece una crescita più contenuta: al 30 giugno 2026 erano state somministrate 13.276 dosi di vaccino esavalente, 360 in più rispetto alle 12.916 dello stesso periodo del 2025, pari a un incremento del 2,7%.
L’Asp: “Trasformiamo l’attenzione in un’opportunità”
Di fronte all’aumento delle richieste, l’Asp di Palermo ha deciso di potenziare l’accesso ai servizi vaccinali, estendendo le possibilità di somministrazione anche nel fine settimana.
«I numeri di questi giorni ci dicono che c’è una crescente attenzione dei cittadini – ha fatto sapere il direttore generale dell’Asp, Alberto Firenze –. Abbiamo scelto di trasformare questa attenzione in un’opportunità concreta, ampliando l’accesso ai nostri centri e aprendo straordinariamente anche sabato e domenica».
L’obiettivo, ha spiegato Firenze, è «facilitare le famiglie, soprattutto quelle che devono avviare o completare il ciclo vaccinale dei propri figli».
Intanto, sul fronte giudiziario, l’attenzione resta concentrata sugli accertamenti medico-legali. L’autopsia e le successive analisi dovranno fornire agli investigatori elementi utili per ricostruire le ultime ore di vita della bambina e verificare eventuali responsabilità, sia sul piano familiare sia su quello sanitario.
L’iscrizione dei sanitari, secondo quanto trapelato, sarebbe un atto dovuto a garanzia degli stessi medici, che potranno così nominare propri consulenti e partecipare agli accertamenti medico-legali. Si tratta infatti di attività irripetibili, a partire dall’autopsia, che potrebbero contribuire a chiarire le cause e la dinamica del decesso.
Oggi l’autopsia
È prevista per oggi pomeriggio, 28 agosto, presso l’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, l’autopsia sul corpo della bambina.
Anna Rosa, secondo quanto già emerso, non era mai stata vaccinata contro la difterite. Saranno gli accertamenti medico-legali a stabilire con maggiore precisione l’evoluzione della malattia e le cause che hanno portato al rapido peggioramento delle condizioni della piccola.
I genitori, dopo la morte della figlia, hanno a loro volta presentato una denuncia nei confronti degli ospedali che l’avevano assistita, sostenendo che nei primi giorni i disturbi della bambina sarebbero stati ricondotti a una semplice tonsillite.
L’inchiesta dovrà dunque verificare anche l’eventuale correttezza e tempestività delle diagnosi e dei trattamenti effettuati durante i giorni di ricovero.
Nel cugino trovato il gene della tossina difterica
Nel frattempo sono arrivati importanti elementi dagli accertamenti microbiologici effettuati sul cugino di Anna Rosa, anche lui di 4 anni.
Le indagini molecolari condotte dagli esperti dell’Istituto superiore di sanità sul ceppo batterico isolato attraverso un tampone faringeo hanno confermato l’identificazione della specie Corynebacterium diphtheriae, oltre alla presenza del gene responsabile della produzione della tossina difterica.
Il bambino ha sviluppato una forma non grave della malattia, anche grazie alla protezione garantita dalla vaccinazione.
Dopo il caso è corsa ai vaccini
La vicenda ha provocato anche un forte aumento delle richieste di vaccinazione nell’area palermitana. Dal 17 agosto in poi, nei centri dell’Asp di Palermo sono state effettuate complessivamente 9.745 vaccinazioni, contro le 6.085 somministrazioni registrate nello stesso periodo del 2025: un incremento di circa il 60%.
Particolarmente significativo l’aumento delle vaccinazioni con il vaccino esavalente: le dosi somministrate sono state 1.318, rispetto alle 776 dello stesso periodo dello scorso anno, con una crescita del 70%.
Delle 1.318 dosi somministrate, 420 sono prime dosi, 421 seconde dosi e 444 terze dosi, a conferma di una domanda che riguarda sia l’avvio dei cicli vaccinali sia il loro completamento.
Il dato complessivo dei primi sei mesi dell’anno mostra invece una crescita più contenuta: al 30 giugno 2026 erano state somministrate 13.276 dosi di vaccino esavalente, 360 in più rispetto alle 12.916 dello stesso periodo del 2025, pari a un incremento del 2,7%.
L’Asp: “Trasformiamo l’attenzione in un’opportunità”
Di fronte all’aumento delle richieste, l’Asp di Palermo ha deciso di potenziare l’accesso ai servizi vaccinali, estendendo le possibilità di somministrazione anche nel fine settimana.
«I numeri di questi giorni ci dicono che c’è una crescente attenzione dei cittadini – ha fatto sapere il direttore generale dell’Asp, Alberto Firenze –. Abbiamo scelto di trasformare questa attenzione in un’opportunità concreta, ampliando l’accesso ai nostri centri e aprendo straordinariamente anche sabato e domenica».
L’obiettivo, ha spiegato Firenze, è «facilitare le famiglie, soprattutto quelle che devono avviare o completare il ciclo vaccinale dei propri figli».
Intanto, sul fronte giudiziario, l’attenzione resta concentrata sugli accertamenti medico-legali. L’autopsia e le successive analisi dovranno fornire agli investigatori elementi utili per ricostruire le ultime ore di vita della bambina e verificare eventuali responsabilità, sia sul piano familiare sia su quello sanitario.
