Usa-Iran, ottavo giorno di raid: Teheran minaccia una “lezione indimenticabile”, Trump liquida l’accordo di Islamabad


Gli Stati Uniti hanno avviato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, segnando l’ottavo giorno consecutivo di raid. Secondo il Comando Centrale Usa (Centcom), le operazioni hanno l’obiettivo di ridurre la capacità iraniana di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz e colpire le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran), accusate di aver condotto attacchi contro militari statunitensi in Giordania.

La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato definitivamente nullo l’accordo raggiunto con gli Stati Uniti a Islamabad, mentre le autorità iraniane hanno minacciato una nuova offensiva su vasta scala in risposta alle operazioni americane.

Anche la guida suprema iraniana Ali Khamenei è intervenuta duramente, promettendo a Washington “lezioni indimenticabili”. Il presidente statunitense Donald Trump, commentando la decisione iraniana sull’accordo, ha liquidato la questione con poche parole: “Non me ne importa nulla”.

Sul fronte politico internazionale, il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che, in caso di visita nella città del premier israeliano Benjamin Netanyahu, potrebbe valutarne l’arresto, definendolo “un criminale di guerra” e sostenendo che dovrebbe essere processato dalla Corte penale internazionale dell’Aja.

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