Trump rinuncia alla tassa sullo Stretto di Hormuz: accordi con i Paesi del Golfo al posto del rimborso

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Washington - Donald Trump cambia linea sulla proposta di una tassa di rimborso del 20% per le merci che transitano nello Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense ha annunciato di aver sostituito il meccanismo fiscale con una serie di accordi commerciali e di investimento tra gli Stati del Golfo e gli Stati Uniti.

«Sulla base di colloqui estremamente produttivi con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Stati Uniti stessi», ha scritto Trump su Truth.

Il tycoon ha spiegato che gli investimenti previsti saranno «ingenti» e porteranno vantaggi reciproci. «Gli Stati Uniti vantano il più grande volume di investimenti in dollari della storia, ma questi nuovi accordi faranno crescere ulteriormente tale cifra», ha aggiunto.

Trump, parlando nello Studio Ovale, ha ribadito che la decisione è arrivata dopo le richieste degli stessi leader del Golfo: «Emiri e Paesi del Golfo mi hanno chiamato chiedendomi di investire negli Stati Uniti al posto dell'imposta del 20%». Secondo il presidente americano, gli investimenti rappresenteranno «un'incredibile somma di denaro» destinata all'economia statunitense.

Esplosioni a Qeshm, tensione nello Stretto di Hormuz

Intanto resta alta la tensione nell'area. Diverse esplosioni sono state udite sull'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz.

Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Fars, vicina ai Pasdaran, l'area di Mesen sarebbe stata nuovamente colpita da raid attribuiti agli Stati Uniti. La stessa zona era già stata interessata da attacchi nei giorni precedenti.

Non sono al momento disponibili ulteriori dettagli sulle conseguenze delle esplosioni né sulle eventuali vittime.

Colloqui Israele-Libano a Roma: focus sul ritiro dal sud del Libano

Si è conclusa a Roma la prima giornata del nuovo round di colloqui tra Israele e Libano, dedicati all'attuazione degli accordi raggiunti con la mediazione degli Stati Uniti.

La delegazione israeliana è guidata dall'ambasciatore negli Usa Yechiel Leiter. Secondo quanto riferito da un portavoce israeliano e riportato dal Times of Israel, al centro degli incontri c'è il ritiro delle forze israeliane da due aree pilota nel Libano meridionale.

Il ritiro era stato previsto nell'ambito dell'accordo quadro raggiunto alla fine del mese scorso, ma Israele non avrebbe ancora completato l'attuazione delle misure concordate.

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