Morte di Abderrahim Fakir a Bologna, la Procura indaga sulla dinamica. Meloni critica la manifestazione: «Irresponsabile»


Bologna - La Procura di Bologna è al lavoro per ricostruire la dinamica della morte di Abderrahim Fakir, deceduto domenica 19 luglio durante le operazioni di fermo da parte della Polizia. Si attende il conferimento dell'incarico per l'autopsia, mentre il caso continua ad alimentare il dibattito politico.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un'intervista a Il Giornale, ha criticato la scelta del sindaco di Bologna Matteo Lepore di convocare una manifestazione dopo la morte dell'uomo. «Ho trovato irresponsabile l'idea del sindaco Lepore di chiamare la piazza all'indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità», ha dichiarato.

Trenta minuti prima dell'intervento della Polizia

Secondo quanto ricostruito nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura, sarebbero trascorsi circa trenta minuti dall'arrivo dei poliziotti in via Svevo, al Pilastro, al momento in cui i due agenti sono entrati fisicamente in contatto con Fakir.

L'uomo, che era stato segnalato in stato di agitazione, avrebbe iniziato a scagliarsi contro l'auto di un residente e ad aggredire il proprietario. A quel punto gli agenti sarebbero intervenuti per bloccarlo, facendolo cadere a terra.

Uno dei due poliziotti ha quindi attivato la bodycam in suo possesso. Il filmato, acquisito agli atti dell'inchiesta, documenta anche le successive fasi dei soccorsi e le manovre di rianimazione, fino all'arrivo del medico che alle 12.53 ha constatato il decesso.

La Croce Rossa: «Abbiamo praticato la rianimazione e usato il defibrillatore»

La Croce Rossa Italiana ha precisato che i propri volontari intervenuti sul posto hanno effettuato manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzato il defibrillatore nel tentativo di salvare Fakir.

Secondo la Cri, l'equipaggio ha iniziato le manovre rianimatorie non appena è stato possibile intervenire e ha richiesto l'arrivo dell'automedica pochi minuti dopo il proprio arrivo. Il defibrillatore utilizzato è stato consegnato agli inquirenti.

Le fasi iniziali dei soccorsi, ha precisato la Croce Rossa, non sarebbero visibili nel primo video diffuso, ma emergerebbero da altri filmati successivamente pubblicati da alcuni organi di stampa.

L'avvocato Mario Simoni, che assiste i quattro volontari della Croce Rossa, ha spiegato che i soccorritori sono «comprensibilmente sconvolti, sconcertati e molto turbati sia dal punto di vista umano, sia per l'iscrizione», ribadendo però di non poter fornire ulteriori dichiarazioni mentre le indagini sono in corso.

«Meno di un minuto per i primi soccorsi»

Secondo fonti vicine alla Croce Rossa citate dall'Ansa, sarebbe trascorso meno di un minuto tra la conclusione delle operazioni di contenimento da parte della Polizia e l'intervento dei volontari.

Fakir, sempre secondo quanto riferito dalle fonti, avrebbe presentato funzioni vitali ancora rilevabili quando i soccorritori sono riusciti ad avvicinarsi. Le condizioni sarebbero però apparse immediatamente molto gravi e, dopo poche decine di secondi, sarebbero iniziate le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

Ora sarà l'inchiesta della Procura, insieme agli accertamenti medico-legali e all'autopsia, a dover chiarire le cause della morte e la sequenza esatta degli eventi avvenuti durante il fermo.

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