Iran-Usa, tensione sul cessate il fuoco: Teheran rivendica il rispetto della tregua, Trump minaccia nuove ritorsioni


Araghchi: «Abbiamo mantenuto la parola data». Il presidente americano torna ad accusare il regime iraniano e annuncia la disponibilità militare degli Stati Uniti

Resta alta la tensione tra Iran e Stati Uniti dopo il cessate il fuoco raggiunto nei giorni scorsi. Teheran sostiene di aver rispettato l’intesa e di aver mantenuto gli impegni assunti, mentre il presidente americano Donald Trump insiste sul fatto che la tregua sarebbe terminata, pur dichiarandosi disponibile a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica.

A ribadire la posizione iraniana è stato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, secondo cui «Teheran ha mantenuto la parola data» sul cessate il fuoco. Il ministro, tuttavia, ha smentito che siano in corso nuovi negoziati diretti con Washington.

Trump torna a minacciare l’Iran

Il presidente degli Stati Uniti ha nuovamente alzato i toni, collegando la possibilità di nuove azioni militari a eventuali tentativi del regime iraniano di colpire la sua persona.

In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sarebbero pronti a una risposta massiccia in caso di attentato alla sua vita.

«Ci sono 1000 missili pronti al lancio contro la Repubblica Islamica dell’Iran, seguiti immediatamente da altre migliaia», ha scritto il presidente americano, aggiungendo di aver dato ordine alle forze armate statunitensi di prepararsi a un’eventuale operazione.

Trump ha inoltre affermato che l’esercito americano sarebbe «pronto, disposto e in grado» di colpire e distruggere completamente obiettivi in Iran per un periodo prolungato.

Il nodo del nucleare e dello Stretto di Hormuz

Secondo quanto riportato da fonti americane citate dalla Cbs News, Teheran avrebbe ammesso in colloqui riservati con gli Stati Uniti un errore nell’attacco contro alcune navi commerciali nello Stretto di Hormuz e avrebbe espresso la volontà di continuare il confronto diplomatico con Washington.

Il principale punto di scontro resta però il programma nucleare iraniano. Secondo funzionari vicini al dossier, l’amministrazione americana ritiene che senza garanzie sulla questione dell’arricchimento dell’uranio non sarebbe possibile raggiungere un accordo.

Anche il Wall Street Journal riferisce di un atteggiamento prudente da parte dell’amministrazione Usa, che considera ancora difficile la possibilità di un’intesa sul nucleare.

Araghchi in Oman per colloqui regionali

Nel frattempo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si trova a Mascate, in Oman, per incontri con interlocutori omaniti dedicati agli sviluppi della crisi regionale e, in particolare, alla situazione nello Stretto di Hormuz.

L’Oman continua a svolgere un ruolo di mediazione tra Teheran e Washington, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione l’evoluzione della crisi per evitare una nuova escalation militare in Medio Oriente.

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