Iran-Usa, nuova missione diplomatica in Oman: attesi Vance, Rubio, Witkoff e Kushner. Tensione alta dopo il fallimento della tregua


MUSCAT
– È attesa oggi in Oman la delegazione americana incaricata di proseguire i negoziati con l’Iran attraverso la mediazione di Muscat, nonostante il recente scambio di attacchi che ha fatto saltare il cessate il fuoco.

Secondo quanto riportato da Cbs News, citando fonti vicine ai negoziati, la missione statunitense sarà composta dal vicepresidente JD Vance, dal segretario di Stato Marco Rubio e dagli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. L’obiettivo è mantenere aperto il canale diplomatico per cercare una soluzione alla crisi.

Nelle scorse ore è arrivato nella capitale omanita anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Tuttavia, dai media iraniani arriva una posizione rigida: Teheran non sarebbe disponibile a nuovi negoziati senza una “marcia indietro” da parte degli Stati Uniti.

La minaccia di ritorsioni di Trump

La tensione resta elevata anche sul fronte politico e militare. Il presidente americano ha avvertito l’Iran che in caso di attentato alla sua vita ci sarebbero pesanti conseguenze: “Mille missili pronti a colpire l’Iran se sarò ucciso”, avrebbe dichiarato.

Da parte iraniana, invece, il regime sostiene di aver rispettato gli impegni sul cessate il fuoco e accusa Washington di aver violato il memorandum d’intesa.

La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha inoltre dichiarato, in un messaggio scritto, che la vendetta per l’uccisione del padre e predecessore rappresenterebbe una richiesta della nazione e “deve certamente” avvenire.

Bilancio delle vittime e accuse sugli attacchi

Il ministero della Salute iraniano ha comunicato che gli attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti mercoledì e giovedì avrebbero provocato 17 morti e 115 feriti in sei città del Paese.

Sul fronte marittimo, secondo fonti statunitensi, l’Iran avrebbe ammesso che gli attacchi contro alcune navi mercantili nello Stretto di Hormuz sarebbero stati compiuti da “estremisti fuori controllo”. Washington chiede ora a Teheran un impegno pubblico per garantire la sicurezza della navigazione e fermare nuove azioni contro il traffico commerciale.

Nodo nucleare ancora lontano da una soluzione

Rimane irrisolto anche il dossier sul programma nucleare iraniano. L’amministrazione americana continua a mostrare scetticismo sulla possibilità di raggiungere un accordo in tempi brevi, mentre il confronto tra le due parti resta condizionato dalla crisi militare e dalla mancanza di fiducia reciproca.

La missione in Oman rappresenta quindi un nuovo tentativo di mantenere aperto il dialogo, in un momento in cui il rischio di una nuova escalation rimane concreto.

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