KIEV – È salito ad almeno 10 morti e 80 feriti il bilancio degli attacchi russi condotti nelle ultime 24 ore in Ucraina. Lo hanno riferito le autorità regionali, mentre proseguono gli scontri e gli attacchi a distanza tra Mosca e Kiev.
Secondo l’aeronautica militare ucraina, nella notte la Russia avrebbe lanciato contro il Paese 12 missili e 121 droni, dei quali 111 sarebbero stati abbattuti dalla difesa aerea.
Uno degli attacchi più gravi ha colpito Odessa, dove un raid missilistico avrebbe provocato due morti e un ferito. A comunicarlo è stato il capo dell’amministrazione militare regionale, Oleg Kiper, attraverso un messaggio pubblicato su Telegram.
Colpita anche Kiev: incendi e danni alle infrastrutture
Nella capitale ucraina il bilancio dei bombardamenti notturni è salito ad almeno 11 feriti, tra cui un bambino. Le esplosioni hanno interessato diversi quartieri della città, provocando incendi e danni a edifici residenziali, magazzini, infrastrutture ferroviarie e impianti elettrici.
Secondo le autorità ucraine, si sarebbe trattato del terzo attacco mirato contro Kiev nell’arco di una settimana.
Kiev colpisce petroliere russe nel Mar d’Azov
Sul fronte opposto, le Forze di difesa ucraine hanno dichiarato di aver colpito nella notte 21 petroliere nel Mar d’Azov, appartenenti alla cosiddetta “flotta fantasma” utilizzata dalla Russia per aggirare le sanzioni internazionali.
La notizia è stata diffusa dallo Stato maggiore ucraino, secondo cui le operazioni miravano a colpire una rete di navi impiegate per il trasporto di risorse energetiche.
Un morto in Russia dopo un attacco con droni
Anche il territorio russo è stato interessato da attacchi con droni. Una persona è morta nella baia di Taganrog, nel Mar d’Azov, dopo un attacco che avrebbe coinvolto quattro imbarcazioni, tra cui una nave che trasportava metanolo.
A riferirlo è stato il governatore della regione russa di Rostov, Yuri Slyusar, con un messaggio diffuso su Telegram.
La situazione resta altamente instabile, con continui attacchi contro obiettivi militari e infrastrutturali da entrambe le parti mentre il conflitto entra in una nuova fase di intensificazione.