Zelensky avverte Mosca: “Se l’Ucraina brucia, brucerà anche la Russia”

Mosca - Le tensioni tra Ucraina e Russia tornano a salire dopo il presunto attacco con droni condotto da Kiev contro una raffineria di petrolio nell’area di Mosca. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivendicato il diritto del suo Paese a rispondere alle offensive russe, lanciando un duro monito al Cremlino.

“Se l’Ucraina brucia, brucerà anche Mosca”, avrebbe dichiarato il leader ucraino secondo quanto riferito dai media di Kiev. Zelensky ha inoltre affermato che, qualora il presidente russo Vladimir Putin decidesse di proseguire il conflitto senza cercare una soluzione negoziata, l’Ucraina non rimarrebbe passiva. “Se Putin non vuole porre fine a questa guerra e desidera continuarla, non resteremo a guardare, reagiremo”, ha aggiunto.

Secondo il presidente ucraino, l’attacco contro la raffineria rappresenta una risposta diretta all’offensiva russa che avrebbe colpito il Monastero delle Grotte di Kiev, uno dei simboli storici, culturali e religiosi più importanti del Paese.

Nel frattempo, le autorità russe hanno disposto la chiusura temporanea di tutti gli aeroporti della capitale per motivi di sicurezza. Il ministero dei Trasporti ha comunicato che gli scali di Sheremetyevo, Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky hanno sospeso sia gli arrivi sia le partenze.

“Le restrizioni sono necessarie per garantire la sicurezza del volo. Questa è una priorità”, ha dichiarato il dicastero in una nota ufficiale.

Sul fronte diplomatico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, intervenuto nella serata di ieri a Versailles, ha espresso l’auspicio che il conflitto possa concludersi al più presto. Trump ha parlato di “ottimi colloqui con Zelensky e Putin”, lasciando intendere la possibilità di nuovi sviluppi sul piano negoziale.

Anche il presidente del Consiglio europeo, António Costa, avrebbe avviato nuovi contatti con Mosca nel tentativo di favorire un dialogo tra le parti e contribuire alla ricerca di una soluzione diplomatica alla guerra, che continua a provocare gravi conseguenze umanitarie e strategiche per l’intera regione.

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