Continuano gli incidenti sulle Alpi: quattro morti tra Monte Bianco e Cervino


Nuova giornata drammatica sull’arco alpino, dove si registra un ulteriore bilancio di vittime tra alpinisti impegnati su alcuni dei versanti più tecnici e insidiosi.

Dopo i tre decessi avvenuti ieri sul Gran Paradiso, nella mattinata di oggi si contano altri quattro morti: due sul versante francese del Monte Bianco, uno sul ghiacciaio della Brenva e un quarto sul Monte Cervino.

Due vittime sulla cresta Kuffner del Monte Bianco

Due alpinisti hanno perso la vita sulla cresta Kuffner, lungo il versante francese del Monte Maudit, nell’area del Monte Bianco. L’intervento di soccorso è stato gestito dal soccorso francese, in coordinamento con il Soccorso Alpino Valdostano e la centrale unica del soccorso della Valle d’Aosta.

La zona, nota per le difficoltà tecniche e le condizioni spesso instabili, è tra le più frequentate ma anche tra le più pericolose del massiccio.

Un altro decesso sul ghiacciaio della Brenva

Sempre sul versante del Monte Bianco, un ulteriore alpinista è morto sul ghiacciaio della Brenva. Anche in questo caso i soccorsi non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, in un contesto ambientale reso complesso da neve e condizioni glaciali instabili.

Un morto sul Monte Cervino

Il quarto incidente mortale si è verificato sul Cervino, dove un alpinista è deceduto durante l’ascesa. La salma è stata trasportata a Cervinia, mentre le operazioni di identificazione sono affidate al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

È invece in corso il recupero del compagno di cordata, rimasto illeso grazie all’intervento congiunto dei soccorsi italiani e della svizzera Air Zermatt.

Una stagione alpina ad alta criticità

La sequenza di incidenti nelle ultime 48 ore evidenzia condizioni particolarmente delicate in alta quota, dove fattori come instabilità del manto nevoso, ghiacciai in trasformazione e affollamento delle rotte classiche stanno aumentando il livello di rischio per gli alpinisti.

Le autorità alpine invitano alla massima prudenza e alla valutazione rigorosa delle condizioni meteo e tecniche prima di intraprendere ascensioni su itinerari di alta difficoltà.

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