Incendio al resort di Santo Domingo, morta Francesca Valentino: dalla danza alla nuova vita nei Caraibi. Tra i sopravvissuti anche Sara Calabria, sorella dell’ex capitano del Milan


BAYAHIBE (Santo Domingo) –
Una vacanza trasformata in tragedia. È morta a 46 anni Francesca Valentino, turista italiana originaria di Caserta, rimasta vittima del vasto incendio divampato al resort Bravo Viva Dominicus Beach di Bayahibe, nella Repubblica Dominicana. La donna, che avrebbe compiuto gli anni nei prossimi giorni, è stata colpita da una crisi respiratoria mentre si trovava sulla spiaggia, dove era arrivata insieme ad altri ospiti durante l’evacuazione della struttura.

Secondo le prime ricostruzioni, Francesca avrebbe perso conoscenza dopo aver inalato monossido di carbonio a causa di un’ondata di fumo proveniente dall’area interessata dalle fiamme. Trasportata in ospedale, non è stato possibile salvarla.

Nel rogo sono rimasti feriti anche nove turisti. La Farnesina ha attivato un’unità di emergenza per assistere i connazionali coinvolti e per il rilascio dei documenti di viaggio a chi li ha persi nell’incendio.

Chi era Francesca Valentino: la danza, i viaggi e la vita cambiata a Santo Domingo

Casertana, cresciuta in città e diplomata alle scuole medie Giannone, Francesca Valentino aveva vissuto una vita segnata dalla passione per la danza e dal desiderio di cambiare prospettiva.

Dopo essersi trasferita a Roma, aveva lavorato come insegnante di danza. Poi il richiamo dei viaggi e la scelta di una nuova vita l’avevano portata proprio a Bayahibe, località caraibica dove aveva conosciuto quello che sarebbe diventato suo marito.

Dal loro legame era nata una famiglia con due bambine. Negli ultimi anni Francesca era tornata in Italia, a Caserta, dove aveva aperto un bed and breakfast nel centro storico.

La sua esperienza di cambiamento era stata raccontata anche nel programma televisivo di Sky “Mollo tutto e cambio vita”, dedicato alle storie di chi sceglie di lasciare le proprie certezze per iniziare un nuovo percorso.

Poche ore prima della tragedia aveva pubblicato sui social una fotografia delle sue figlie. Gli amici la ricordavano con affetto, scherzando sul loro essere ormai “dominicane di Caserta”.

Nel resort anche Sara Calabria, sorella dell’ex capitano del Milan

Tra le persone coinvolte nell’incendio c’era anche Davide Calabria, la sorella dell’ex capitano del Milan.

Sara Calabria, 27 anni, originaria della provincia di Brescia, si era trasferita a Santo Domingo proprio per lavorare nella struttura colpita dal rogo. La giovane ha raccontato sui social di essere rimasta illesa e di aver partecipato alle operazioni di evacuazione insieme al personale del resort.

“Sto bene, stiamo bene. Io con tutto il personale abbiamo evacuato le persone”, ha scritto in una storia Instagram, spiegando la grande paura vissuta durante l’emergenza.

“Vedere i miei colleghi e amici salvi era la cosa che mi premeva di più”, ha aggiunto, raccontando però il dolore nel vedere “il mio bellissimo ufficio ridotto in cenere”.

La giovane ha poi lanciato un appello agli altri turisti: alcune persone, durante l’incendio, sarebbero tornate nelle camere per recuperare valigie e oggetti personali.

“Nulla vale più della vostra vita. Nessun oggetto, nessun bene materiale. Nemmeno i soldi che saranno bruciati in camera. Alla vostra vita no, è una”, ha scritto, invitando tutti a seguire le norme di sicurezza e ad ascoltare le indicazioni del personale in caso di emergenza.

Il racconto dei turisti: “Non è scattato alcun allarme”

Sul funzionamento delle procedure di emergenza sono emersi dubbi dai racconti dei presenti.

“Erano circa le 10.45 quando è scoppiato l’incendio. Non è scattato alcun allarme. Ci siamo aiutati tra di noi”, ha raccontato Gabriele Russo, turista di Taranto rientrato in Italia.

Secondo il testimone, alcuni ospiti hanno bussato alle porte dei bungalow per avvertire gli altri e consentire l’evacuazione.

“Non c’era un vero e proprio piano di evacuazione – ha spiegato – nessuno riusciva a capire dove dovesse andare per mettersi in salvo”.

Russo ha riferito inoltre che il rogo potrebbe essere partito dall’area della mensa e che il vento avrebbe favorito la propagazione delle fiamme, alimentate anche dai tetti in paglia dei bungalow.

“È stata una reazione a catena”, ha raccontato, spiegando che molti turisti hanno perso bagagli e documenti.

285 italiani presenti nel resort, avviato il rientro

Nel resort erano presenti circa 285 cittadini italiani, secondo quanto comunicato dal tour operator che assiste numerosi connazionali. Le autorità italiane hanno organizzato il rientro dei turisti: un primo gruppo è partito da Santo Domingo con destinazione Italia.

La Farnesina e l’ambasciata italiana nella Repubblica Dominicana stanno seguendo la situazione, fornendo assistenza agli ospiti coinvolti.

Indagini sulle cause del rogo

L’incendio ha devastato alcune aree del complesso turistico. Le cause sono ancora in fase di accertamento, ma tra le prime ipotesi c’è quella di un possibile problema elettrico.

Le fiamme si sarebbero rapidamente propagate anche a causa dei materiali utilizzati nella struttura, come coperture in paglia particolarmente vulnerabili al fuoco.

Resta ora da chiarire se vi siano state carenze nelle procedure di sicurezza e nella gestione dell’emergenza, aspetti sui quali potrebbero concentrarsi gli accertamenti delle autorità locali.

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