Pavia - Nuovo capitolo nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, emergono nuove dichiarazioni rese in procura da Marco Poggi, ascoltato come testimone nell’ambito degli approfondimenti investigativi condotti dalla Procura di Pavia.
Secondo quanto riferito, il fratello della vittima ha ribadito con fermezza di “non aver mai visto video intimi” appartenenti alla sorella, escludendo inoltre che tali contenuti possano essere stati condivisi o visionati da amici o conoscenti dell’epoca. Le sue dichiarazioni sono state rese nel corso di un interrogatorio durato circa un’ora e mezza davanti ai pubblici ministeri.
Nel corso dell’audizione, gli inquirenti avrebbero ricostruito alcuni passaggi legati alla frequentazione dell’abitazione della famiglia Poggi nell’estate del 2007, soffermandosi in particolare sull’utilizzo del computer domestico e sull’eventuale accesso ai suoi contenuti. Marco Poggi ha affermato che, quando erano presenti amici, l’uso del computer avveniva generalmente in sua presenza e che non vi sarebbero elementi che facciano pensare a utilizzi “incontrollati” del dispositivo.
Nel fascicolo viene richiamata anche la posizione di Andrea Sempio, citato nell’ambito degli approfondimenti investigativi in corso. Il testimone ha respinto con decisione l’ipotesi che l’amico d’infanzia possa essere entrato in possesso di materiali privati della sorella, definendo tale ricostruzione “impossibile” sulla base dei propri ricordi.
Marco Poggi ha inoltre escluso l’esistenza di rapporti diretti tra la sorella e il gruppo di amici dell’epoca, affermando che, per quanto a sua conoscenza, Chiara non avrebbe avuto contatti con loro. Ha poi aggiunto di non riuscire a trovare una spiegazione alle ipotesi avanzate nel corso dell’indagine, ribadendo più volte di non aver mai visto né condiviso alcun contenuto di natura intima.
Le dichiarazioni sono state acquisite nell’ambito della nuova fase di approfondimento sul caso, che continua a essere oggetto di verifiche da parte degli inquirenti, con l’obiettivo di chiarire ulteriori aspetti della vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Chiara Poggi.
