Alta tensione nel Golfo Persico: raid sull'isola di Qeshm, accuse incrociate tra Iran e Stati Uniti


Teheran - Nelle ultime ore si sarebbe registrata una nuova escalation militare nel Golfo Persico, con attacchi incrociati tra forze iraniane e statunitensi e un rapido ampliamento del conflitto anche verso altre aree del Medio Oriente.

Secondo le ricostruzioni circolate, le forze statunitensi avrebbero condotto “raid difensivi” contro obiettivi sull’isola iraniana di Qeshm, colpendo una torre radio. In parallelo, l’Iran avrebbe risposto con il lancio di missili contro una nave identificata come “Panaya” e con operazioni che avrebbero coinvolto aree del Kuwait e del Bahrein.

Teheran rivendica inoltre un attacco contro una base della V Flotta statunitense, mentre Washington smentisce con fermezza, sostenendo che “tutti gli attacchi sono falliti” e non hanno raggiunto obiettivi sensibili.

Droni e attacchi in area regionale

Nel quadro dell’escalation, droni attribuiti all’Iran avrebbero colpito un terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale del Kuwait, provocando feriti e la temporanea sospensione del traffico aereo. Le autorità locali confermano danni e disagi, mentre si segnalano esplosioni anche in Iraq e attivazione di sistemi d’allarme in Arabia Saudita.

Tensione politica e crisi diplomatica

La crisi militare si inserirebbe in un contesto politico già estremamente instabile, segnato da tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran e da negoziati diplomatici intermittenti.

Fonti internazionali riportano inoltre una forte frizione tra il presidente Usa Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, con un confronto telefonico definito particolarmente acceso in cui si sarebbero discussi i rischi di un’ulteriore escalation regionale.

Parallelamente, continuano gli scontri tra Israele e Hezbollah, con attacchi nel nord di Israele e operazioni militari nel sud del Libano che avrebbero causato nuove vittime e feriti.

Scenario ancora in evoluzione

Il quadro complessivo resta estremamente instabile, con versioni contrastanti tra le parti coinvolte e informazioni non ancora completamente verificabili. Le diplomazie internazionali continuano a monitorare la situazione mentre proseguono contatti e tentativi di mediazione.

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