Trump: “Vicini alla fine della minaccia iraniana”. Annunci di guerra e tensione globale


Washngton – “Siamo sul punto di mettere fine alla minaccia dell’Iran contro l’America”. Con queste parole il presidente Donald Trump è intervenuto dalla Casa Bianca in un discorso di circa 19 minuti rivolto agli americani, il primo dall’inizio del conflitto con Teheran.

Nel suo intervento, Trump ha descritto l’azione militare in corso come un’operazione “quasi completata”, sostenendo che gli obiettivi strategici siano “vicini all’essere raggiunti” e che gli Stati Uniti stiano “smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l’America”.

Il presidente ha inoltre annunciato la possibilità di ulteriori attacchi nelle prossime settimane in caso di mancato accordo diplomatico, includendo tra i possibili bersagli anche infrastrutture energetiche iraniane.

“Se non ci sarà un accordo, colpiremo i loro impianti elettrici”, ha dichiarato Trump, rivendicando la linea dura dell’amministrazione e criticando le precedenti intese sul nucleare, definite “disastrose”.

Nel suo discorso, il presidente ha anche minimizzato l’impatto economico del conflitto, definendo i rincari della benzina “temporanei” e sostenendo che gli Stati Uniti si trovino “in una posizione economica solida”. Trump ha poi ringraziato diversi alleati in Medio Oriente, tra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait.

Un passaggio è stato dedicato allo Stretto di Hormuz, nodo strategico per il traffico energetico globale. Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti non dipendono più dal petrolio che transita in quell’area e ha invitato i paesi importatori a “gestire la situazione”, sostenendo che il passaggio “si riaprirà naturalmente” al termine del conflitto.

Le dichiarazioni arrivano in un contesto di forte tensione internazionale, con il rischio di un ulteriore allargamento dello scontro e ripercussioni sugli equilibri geopolitici ed energetici globali.

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