Tensioni Usa-Iran: salta il negoziato, Trump apre a colloqui mentre cresce la crisi nello Stretto di Hormuz

lev radin/Shutterstock

Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l’Iran potrebbero essere “possibili” già venerdì, secondo quanto riportato dal New York Post, che cita un messaggio attribuito al presidente statunitense. Le aperture arrivano in un contesto di forte instabilità diplomatica e militare che coinvolge diverse aree del Medio Oriente.

Parallelamente, la situazione nello Stretto di Hormuz si è ulteriormente aggravata dopo il sequestro di due imbarcazioni da parte delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Le navi coinvolte sarebbero la portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas, entrambe condotte verso la costa iraniana dopo essere state colpite da colpi d’arma da fuoco. La vicenda ha suscitato allarme internazionale, soprattutto tra i Paesi europei con interessi marittimi nella regione.

Il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis ha confermato alla CNN un attacco a una nave cargo greca, pur senza poter confermare ufficialmente il sequestro, definendo la situazione “abbastanza preoccupante” e invitando le navi di bandiera greca a evitare l’area dello Stretto di Hormuz.

Sul fronte diplomatico, i colloqui tra Stati Uniti e Iran previsti per oggi sono stati annullati. L’ambasciatore iraniano all’ONU Amir-Saeid Iravani ha dichiarato che Teheran non riprenderà il dialogo finché non verranno meno quelle che definisce “violazioni del cessate il fuoco” da parte americana. Secondo le sue parole, un eventuale nuovo ciclo di negoziati potrebbe tenersi a Islamabad solo dopo la revoca delle misure contestate.

Nel frattempo, da Washington arrivano segnali contrastanti: da un lato la disponibilità a mantenere aperti i canali diplomatici, dall’altro la decisione di prorogare il cessate il fuoco fino alla presentazione di una proposta iraniana definitiva.

Anche il Libano si inserisce nel quadro negoziale regionale. In vista dei colloqui con Israele previsti a Washington, Beirut chiederà una proroga di un mese della tregua e la cessazione delle operazioni militari israeliane nelle aree ancora interessate dal conflitto, secondo fonti diplomatiche citate dall’agenzia AFP.

La combinazione di incidenti marittimi, stop ai negoziati e tensioni militari contribuisce a mantenere elevata la pressione geopolitica in un’area già altamente instabile, mentre le diplomazie internazionali cercano di evitare un’ulteriore escalation.

Posta un commento

0 Commenti