La situazione ha immediatamente innescato reazioni internazionali. Il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito Teheran con toni duri: “Non potete ricattarci”. Sul fronte diplomatico, il leader iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che un accordo resta “ancora lontano”, mentre il vice ministro degli Esteri Saeed Khatibzadeh ha confermato che non sono stati fissati nuovi colloqui con gli Stati Uniti.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito il diritto del Paese allo sviluppo del nucleare civile, mentre da Washington arrivano dichiarazioni di forte sostegno a Israele da parte di Trump, che lo definisce “un grande alleato”.
In Israele, il governo guidato da Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione ristretta del gabinetto per valutare scenari legati a una possibile rottura della tregua con l’Iran.
Sul fronte europeo, la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni ha dichiarato che l’Italia contribuirà a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto solo in presenza di un cessate il fuoco consolidato e previa autorizzazione parlamentare. L’Iran, dal canto suo, ha accusato l’Unione europea di un uso “strumentale e ipocrita” del diritto internazionale dopo l’invito a mantenere aperta la rotta marittima “senza condizioni”.
Nel frattempo, cresce la tensione anche in Libano, dove un soldato della missione UNIFIL è stato ucciso e altri tre feriti in un attacco attribuito a Hezbollah, che nega ogni responsabilità . Il presidente italiano Sergio Mattarella ha espresso cordoglio al presidente francese Emmanuel Macron, definendo l’episodio “inammissibile”.
In parallelo, prosegue il viaggio apostolico in Africa di papa Leone, impegnato oggi in Angola, mentre la crisi mediorientale continua a intrecciarsi con la più ampia instabilità regionale.
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