Roma – La Presidenza della Repubblica ha chiesto al Ministero della Giustizia chiarimenti urgenti in merito alla concessione della grazia a Nicole Minetti, adottata lo scorso 18 febbraio 2026. La richiesta arriva a seguito delle notizie di stampa che sollevano dubbi sulla correttezza e completezza degli elementi forniti nell’istanza di clemenza.
In una comunicazione dell’ufficio stampa del Quirinale si precisa che la Presidenza ha chiesto di “acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato da un organo di stampa”, con riferimento alle ricostruzioni pubblicate da Il Fatto Quotidiano.
L’inchiesta giornalistica, firmata da Thomas Mackinson, ipotizza che alcune informazioni presentate nella domanda di grazia — in particolare quelle relative alla situazione familiare e al minore indicato come elemento rilevante per la concessione del provvedimento — potrebbero non corrispondere integralmente al quadro reale ricostruito dagli atti giudiziari consultati.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, il bambino citato nella richiesta non sarebbe stato “abbandonato alla nascita”, ma avrebbe ancora genitori viventi e identificati, elemento che avrebbe inciso sul procedimento di affidamento e sulle valutazioni collegate alla domanda di clemenza. Lo stesso procedimento di adozione risulterebbe concluso solo nel 2023.
Fonti del Quirinale sottolineano tuttavia che il Presidente della Repubblica non dispone di poteri istruttori autonomi e si basa sulle valutazioni e sui documenti trasmessi dal Ministero della Giustizia e dalla magistratura competente, come previsto dalla normativa e ribadito dalla giurisprudenza costituzionale.
Il Ministero della Giustizia ha avviato verifiche interne e, secondo quanto trapela, potrebbe fornire un primo riscontro entro le prossime 24 ore. Sono inoltre in corso interlocuzioni con la Procura generale della Corte d’Appello di Milano, che aveva espresso parere favorevole alla concessione della grazia.
Il sostituto procuratore Gaetano Brusa ha dichiarato che, sulla base degli elementi acquisiti all’epoca, non erano emerse anomalie, ma che ora è stata richiesta l’autorizzazione per eventuali ulteriori accertamenti alla luce dei nuovi sviluppi.
La vicenda resta quindi aperta e sotto verifica tra Presidenza della Repubblica, Ministero della Giustizia e autorità giudiziarie competenti.

0 Commenti