Garlasco, nuova accusa per Andrea Sempio: “Omicidio volontario con crudeltà”


Pavia, 30 aprile 2026 – 
Svolta nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: la Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio un invito a comparire, modificando l’accusa da concorso in omicidio a omicidio volontario. Sempio risulta ora l’unico indagato per il delitto del 13 agosto 2007, al posto di Alberto Stasi, condannato in via definitiva.

Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe riconducibile a “motivi abietti”, legati al rifiuto da parte della vittima di un approccio sessuale. Contestata anche l’aggravante della crudeltà, per l’efferatezza dell’azione e il numero delle ferite, almeno 12 tra cranio e volto.

La ricostruzione della Procura

La Procura ipotizza che tra i due ci sia stata una lite, sfociata in una violenta aggressione. Sempio avrebbe colpito ripetutamente la giovane con un corpo contundente, facendola cadere a terra e continuando a infierire anche mentre tentava di reagire.

Secondo l’atto, la vittima sarebbe stata trascinata verso la cantina e, una volta incosciente, colpita ancora più volte alla testa prima di essere spinta lungo le scale. Le lesioni cranio-encefaliche risultanti sarebbero state la causa del decesso.

La difesa: “Movente assurdo”

I legali di Sempio respingono con decisione la ricostruzione. L’avvocata Angela Taccia ha definito “assurdo” il movente sessuale, sostenendo che il suo assistito “non frequentava Chiara Poggi” e non aveva rapporti con lei.

La difesa sottolinea inoltre che l’imputazione è ancora provvisoria, essendo nella fase delle indagini preliminari, e contesta in particolare l’introduzione dell’aggravante della crudeltà, non riconosciuta nel processo a Stasi.

“Non comprendiamo come, a distanza di 19 anni, con le stesse ferite, venga ora aggiunta questa aggravante”, ha dichiarato la legale.

Strategie difensive e prossimi passi

Sempio, secondo i suoi avvocati, è disposto a collaborare ma ogni decisione sarà presa dopo aver visionato gli atti. Non è ancora certo se si presenterà all’interrogatorio fissato per il 6 maggio.

“Dobbiamo attendere la documentazione per comprendere le ragioni di questa nuova imputazione”, ha spiegato la difesa, ribadendo che si tratta di una contestazione “elastica e mutevole”.

La posizione di Stasi

Intanto, la difesa di Alberto Stasi ha annunciato l’intenzione di chiedere la revisione del processo non appena sarà possibile accedere agli atti dell’inchiesta. Stasi, condannato a 16 anni, si trova attualmente in regime di semilibertà.

La vicenda, tra le più discusse della cronaca italiana, torna così al centro dell’attenzione giudiziaria a quasi vent’anni dai fatti, con nuovi sviluppi destinati a riaprire il dibattito su responsabilità e ricostruzione del delitto.

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