Pavia - Si è svolto oggi un incontro tra la Procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, l’avvocato generale Lucilla Tontodonati e il procuratore di Pavia Fabio Napoleone, in relazione alla possibile richiesta di revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi, che ha portato alla condanna di Alberto Stasi a 16 anni di carcere, in esecuzione dal 2015.
Secondo quanto confermato dalla stessa Procura generale, nei prossimi giorni la Procura di Pavia trasmetterà una prima informativa con la documentazione relativa alle nuove attività investigative. Sarà poi la Procura generale di Milano a valutare gli atti e decidere se avanzare una eventuale richiesta di revisione alla Corte d’Appello di Brescia.
La procuratrice Nanni ha precisato che lo studio delle carte sarà “né veloce né facile”, sottolineando la complessità dell’analisi necessaria prima di ogni decisione. Solo dopo l’esame degli atti si potrà stabilire se procedere con ulteriori approfondimenti o con la richiesta formale di revisione.
La Procura di Pavia, nei giorni scorsi, aveva chiesto un incontro urgente con la Procura generale milanese nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, che vede indagato Andrea Sempio in concorso. L’indagine, riaperta a inizio 2025, è arrivata a una fase avanzata e potrebbe presto portare alla chiusura delle indagini preliminari.
Tra gli elementi oggetto di rivalutazione ci sarebbero nuove consulenze tecniche, tra cui quella dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che avrebbe ipotizzato l’utilizzo di più armi e una possibile revisione dell’orario del decesso rispetto alla finestra temporale originariamente individuata.
Per il delitto del 13 agosto 2007, la Cassazione ha già individuato in Stasi l’unico responsabile, rendendo giuridicamente possibile una revisione solo attraverso nuovi elementi ritenuti decisivi.
Parallelamente, sono stati depositati alla Procura generale di Milano anche audio e materiale segnalati nell’ambito di presunte interferenze e pressioni investigative, circostanze ora al vaglio degli inquirenti.

0 Commenti