Roma – In occasione dell’81° anniversario della Festa della Liberazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ribadito il valore centrale della Resistenza nella storia italiana, definendola “una delle pagine fondanti della storia repubblicana”.
Parlando al Quirinale durante l’incontro con le associazioni combattentistiche e d’Arma, il Capo dello Stato ha sottolineato come la lotta di Liberazione rappresenti “il riscatto morale e civile di un popolo”, capace di affermare i valori di libertà, giustizia, pace e democrazia.
“Valori da difendere ogni giorno”
Mattarella ha evidenziato che quei principi, oggi scolpiti nella Costituzione italiana, non appartengono solo al passato ma costituiscono il fondamento della convivenza civile e del ruolo dell’Italia nel contesto internazionale.
“Libertà e pace non sono mai conquiste definitive – ha avvertito – ma beni fragili che richiedono consapevolezza e impegno costante”. Un monito rafforzato dal contesto globale attuale, segnato da guerre e instabilità.
“La legge del più forte porta alla barbarie”
Il Presidente ha poi lanciato un chiaro richiamo contro ogni deriva autoritaria: “Il prevalere della legge del più forte è destinato a generare conflitti permanenti e barbarie nella vita internazionale”.
Nel suo intervento ha ricordato le sofferenze di popolazioni colpite da guerre e violazioni dei diritti umani, sottolineando come questi scenari rendano ancora più evidente il valore delle conquiste democratiche.
Il ruolo della memoria
Un passaggio centrale del discorso ha riguardato il ruolo delle associazioni combattentistiche, definite “custodi di una memoria viva”. Per Mattarella, educare alla memoria significa formare cittadini consapevoli e rafforzare il legame tra passato e presente.
Il 25 aprile a San Severino Marche
Il Presidente ha infine annunciato che il 25 aprile sarà a San Severino Marche, città insignita della Medaglia d’Oro al Merito Civile per il contributo alla Resistenza. La ricorrenza, ha concluso, deve rappresentare “un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale”.
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