Medio Oriente, Houthi rivendicano attacco contro Israele


28 marzo 2026
– Si registra un’ulteriore intensificazione delle tensioni in Medio Oriente, con una sequenza di eventi militari e diplomatici riportati nelle ultime ore da diverse fonti regionali e internazionali.

Secondo una dichiarazione diffusa, il movimento yemenita degli Houthi avrebbe rivendicato il primo attacco diretto contro Israele dall’inizio dell’attuale fase del conflitto regionale. Houthi movement non ha fornito ulteriori dettagli sull’operazione, mentre da parte israeliana non sono stati immediatamente resi noti commenti ufficiali sull’episodio.

Sul piano diplomatico, il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha annunciato la convocazione di una riunione a Islamabad con i rappresentanti di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per discutere dell’evoluzione del conflitto e delle sue implicazioni regionali. L’incontro si inserirebbe nel crescente tentativo di coordinamento tra Paesi dell’area per contenere l’escalation.

Parallelamente, si registrano nuove tensioni militari nel Golfo. Fonti riportano che dodici militari statunitensi sarebbero rimasti feriti in un attacco missilistico attribuito a forze iraniane contro una base aerea in Arabia Saudita, identificata come Prince Sultan Air Base. Due dei feriti sarebbero in condizioni gravi, mentre le autorità militari statunitensi precisano che non sarebbero in pericolo di vita.

Iran e Saudi Arabia non hanno rilasciato conferme dettagliate sull’episodio nelle prime ore successive all’attacco.

Secondo ulteriori indiscrezioni, il Pentagon starebbe valutando opzioni di rafforzamento della presenza militare nella regione, con ipotesi di invio di ulteriori contingenti. Alcune ricostruzioni giornalistiche parlano di possibili piani di ridispiegamento, ma tali elementi non risultano confermati ufficialmente.

Sul fronte israeliano, le forze armate avrebbero dichiarato di aver condotto attacchi contro “obiettivi del regime” iraniano nell’area di Teheran. Israel Defense Forces non ha fornito ulteriori dettagli operativi, mentre la portata e gli effetti delle operazioni restano in fase di verifica.

Infine, si segnala una possibile intesa tra Thailandia e Iran per garantire il passaggio delle petroliere nello strategico Stretto di Hormuz, area cruciale per il traffico energetico globale. L’accordo, se confermato, si inserirebbe in un contesto di forte instabilità nelle rotte marittime regionali.

Nel complesso, il quadro rimane altamente fluido, con informazioni ancora parziali e diverse ricostruzioni in attesa di conferma ufficiale da parte delle autorità coinvolte.

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