New York, 28 settembre 2025 – Il presidente Usa Donald Trump non abbandona il suo ruolo di mediatore internazionale e ha presentato ai partner arabi un piano dettagliato per Gaza, con l’obiettivo di porre fine a oltre due anni di ostilità seguite al 7 ottobre. Il progetto, illustrato a margine dell’Assemblea generale dell’ONU, punta a una “pace permanente e duratura” nella regione.
Il piano, composto da 21 punti, prevede tra le priorità il rilascio di tutti gli ostaggi e l’avvio del ritiro delle forze israeliane (IDF) dai territori più contesi. Viene inoltre proposto un governo temporaneo senza Hamas, con l’eventuale disarmo della fazione islamica, e la distribuzione di aiuti illimitati alla popolazione civile.
Il documento accenna solo vagamente a un futuro Stato palestinese, in un chiaro tentativo di superare le resistenze di Benyamin Netanyahu, atteso lunedì alla Casa Bianca. Secondo media israeliani, Hamas avrebbe dato un “ok di principio” agli Stati Uniti, anche se non è chiaro se i negoziatori abbiano già ricevuto i dettagli formali del piano.
Trump ha dichiarato: “Siamo molto vicini a un accordo”, sottolineando la volontà di coinvolgere tutti i principali attori della regione, dal Qatar all’Arabia Saudita, dall’Egitto alla Turchia.
Intanto, la situazione sul terreno rimane critica: l’esercito israeliano ha intensificato gli attacchi a Gaza City, colpendo ogni notte oltre 140 siti, mentre più di 800mila residenti sono stati evacuati. Secondo l’IDF, il controllo operativo su più della metà della città è già stato raggiunto.