Garlasco, Pavia - Diciotto anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia intende richiedere la proroga dell’incidente probatorio per completare le analisi sul Dna ritrovato sotto le unghie della vittima, ancora da attribuire ad Andrea Sempio, unico indagato attuale.
Nuove analisi sui reperti
Mercoledì è previsto un passaggio tecnico alla Questura di Milano, durante il quale il perito Domenico Marchigiani convocherà consulenti della Procura, delle difese e della famiglia Poggi per esaminare le impronte latenti su oggetti sequestrati 18 anni fa, come il brick di Estathè con cannuccia, già contenente Dna di Alberto Stasi, ex fidanzato condannato nel 2015, oltre a biscotti, cereali e il sacco della pattumiera.
Alibi e dettagli della scena del crimine
La difesa di Stasi ha rilanciato due elementi: l’alibi informatico, secondo cui Stasi avrebbe lavorato alla tesi di laurea la mattina del delitto, e dettagli nel bagno della villetta, dove un’impronta di Stasi sul dispenser, priva di sangue, potrebbe essere compatibile con un utilizzo precedente, mentre il lavandino presentava segni di sporco.
Piste ancora aperte
La Procura vuole riesaminare ogni dettaglio tecnico e ogni reperto della villetta di via Pascoli. La proroga dell’incidente probatorio appare quasi inevitabile per garantire che nessun elemento venga trascurato, mentre la difesa sottolinea il principio del ragionevole dubbio e ricorda che l’arma del delitto non è mai stata ritrovata.
