MELZO (Milano) – Una scultura, una via a lui dedicata, un premio alla memoria, una fiaccolata e la richiesta di un’onorificenza al Valore Civile. La città di Melzo vuole ricordare Luca (Luka) Sinigaglia, l’alpinista morto a Ferragosto sul Pik Pobeda in Kirghizistan, mentre tentava di soccorrere una compagna di cordata in difficoltà.
La sospensione del recupero della salma, ancora in una grotta a 6.900 metri di quota, ha lasciato la comunità nello sconforto. «Non finisca così, riportatelo a casa», chiedono amici, cittadini e concittadini.
L’abbraccio della città
Il sindaco Antonio Fusé ha diffuso una nota esprimendo vicinanza alla famiglia: «Lo ricorderemo con segni concreti e come merita. Ora, però, rispettiamo il dolore della famiglia. Riportare la salma in Italia e assicurargli una degna sepoltura restano un obiettivo primario, ma le autorità kirghise hanno interrotto le operazioni per le condizioni meteo avverse e l’altitudine».
Fusé ha assicurato che le proposte dei cittadini per ricordare Luca saranno accolte, ma ogni iniziativa commemorativa dovrà essere concordata con la famiglia.
L’ondata di commozione
Sui social e tra le vie della città, il ricordo di Sinigaglia è un fiume in piena. «Un melzese che ha dato la vita per altruismo», scrivono i cittadini. Alcuni propongono una colletta per riportare la salma a casa, altri un premio alla memoria o un’iniziativa a Roma per sollecitare la Farnesina.
La sorella Patrizia ricorda Luca come «un uomo che ovunque andasse a scalare faceva amicizie». Amici e colleghi lo descrivono come un alpinista esperto, innamorato delle vette e della scoperta del mondo, generoso fino al sacrificio estremo.
Un eroe che Melzo non dimenticherà
Luca Sinigaglia, morto tentando di salvare una vita, è già diventato simbolo di altruismo. Melzo si stringe attorno alla famiglia, nell’attesa che il corpo possa essere riportato in patria e ricordato degnamente.
La sospensione del recupero della salma, ancora in una grotta a 6.900 metri di quota, ha lasciato la comunità nello sconforto. «Non finisca così, riportatelo a casa», chiedono amici, cittadini e concittadini.
L’abbraccio della città
Il sindaco Antonio Fusé ha diffuso una nota esprimendo vicinanza alla famiglia: «Lo ricorderemo con segni concreti e come merita. Ora, però, rispettiamo il dolore della famiglia. Riportare la salma in Italia e assicurargli una degna sepoltura restano un obiettivo primario, ma le autorità kirghise hanno interrotto le operazioni per le condizioni meteo avverse e l’altitudine».
Fusé ha assicurato che le proposte dei cittadini per ricordare Luca saranno accolte, ma ogni iniziativa commemorativa dovrà essere concordata con la famiglia.
L’ondata di commozione
Sui social e tra le vie della città, il ricordo di Sinigaglia è un fiume in piena. «Un melzese che ha dato la vita per altruismo», scrivono i cittadini. Alcuni propongono una colletta per riportare la salma a casa, altri un premio alla memoria o un’iniziativa a Roma per sollecitare la Farnesina.
La sorella Patrizia ricorda Luca come «un uomo che ovunque andasse a scalare faceva amicizie». Amici e colleghi lo descrivono come un alpinista esperto, innamorato delle vette e della scoperta del mondo, generoso fino al sacrificio estremo.
Un eroe che Melzo non dimenticherà
Luca Sinigaglia, morto tentando di salvare una vita, è già diventato simbolo di altruismo. Melzo si stringe attorno alla famiglia, nell’attesa che il corpo possa essere riportato in patria e ricordato degnamente.
